Veneto Banca per la Cassazione è legittimo il sequestro di 45 milioni a Consoli

mattinopadova.geolocal.it 16.1.19

Gli ermellini hanno confermato il sequestro di beni disposto dal Riesame di Treviso nei confronti dell’ex amministratore delegato di Veneto Banca Vincenzo Consoli. La quinta sezione penale della Cassazione, con una sentenza depositata oggi e riferita a una camera di consiglio svolta il 29 novembre scorso, ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell’indagato contro il sequestro preventivo

ROMA. È legittimo il sequestro di beni per oltre 45 milioni di euro disposto dal Riesame di Treviso nei confronti dell’ex amministratore delegato di Veneto Banca Vincenzo Consoli. La quinta sezione penale della Cassazione, con una sentenza depositata oggi e riferita a una camera di consiglio svolta il 29 novembre scorso, ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell’indagato contro il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente: confermato, in particolare, il sequestro del saldo del conto corrente intestato alla moglie di Consoli (pari a 220 mila euro) e del relativo dossier titoli del valore di 4,7 mln. Respinta, invece, dalla Cassazione la richiesta della difesa di sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità relativa all’articolo 2641 del codice civile «nella parte in cui consente la confisca per equivalente dei beni utilizzati per commettere l’illecito». La Corte ha infine condiviso le conclusioni dei giudici trevigiani, con le quali «si era attendibilmente affermato che Veneto Banca, dalle condotte di ostacolo alla vigilanza, aveva conseguito solo dei danni – si osserva nella sentenza – in quanto le stesse avevano contribuito a ritardare i rilievi della autorità e, in definitiva, ad accentuare lo squilibrio finanziario della banca».