Campioni del basket truffati a Lugano

ANDREA BERTAGNI Caffe.ch 20.1.19

Consulente di banca sottrae 15 milioni a 4 stelle dell’Nba
Immagini articolo
Dall’alto dei suoi 2 metri e 13 centimetri Radoslav “Rašo” Nesterovic vede il canestro meglio di altri. Anche se oggi ha appeso le scarpe al chiodo. Più di 800 partite in Nba, il campionato professionistico degli Stati Uniti. Ecco perché quando nel 2015 ha verificato il suo conto in banca, in un importante istituto elvetico di Lugano, ha pensato di avere le traveggole. Degli 8 milioni di franchi nessuna traccia. E 8 milioni non spariscono così, da un giorno all’altro. Così, nell’ottobre 2015, fa una denuncia alla Magistratura. Scatta l’arresto di un 56enne ticinese con l’incriminazione di appropriazione indebita e amministrazione infedele. 
Il 56enne resta un carcere. Per poco, poi esce senza essere processato. Trascorrono quattro anni e non succede niente. Fino a mercoledì scorso, quando Rašo, 43 anni, origini slovene e nazionalità greca, viene convocato in Procura per essere interrogato. Per la prima volta racconta la sua versione dei fatti.  “Mele marce ce ne sono ovunque, in ogni ambito – dichiara il legale di Rašo, l’avvocato Pierluigi Pasi al Caffè -. Il problema è che le lungaggini giudiziarie rischiano di peggiorare la situazione e disincentivare la clientela della piazza finanziaria”. 
Il consulente finanziario non era uno qualunque, avrebbe avuto conoscenze importanti. Altrimenti non si spiega come sia riuscito a sottrarre denaro dai conti di Rašo non avendo la procura, ma solo un’autorizzazione di “visione dei conti”. Non si spiega neanche come sia riuscito a vendere una proprietà immobiliare del papà di Rašo con una procura falsa, affidandosi ad un notaio. Non si comprende neanche come abbia potuto aprire e chiudere i conti di Rašo per ben tre volte in altrettanti istituti finanziari, dove un funzionario non ancora indagato operava e si spostava per lavoro. Senza, ripetiamo, che il campione di Nba ne sapesse niente. 
Ma Rašo si fidava. Cosa vuoi che succeda in Svizzera, avrà pensato, nella “cassaforte” più sicura del mondo? Un errore che non è costato caro solo a lui, ma ad almeno altri tre colleghi giocatori di basket, di cui uno minorenne. Tutte stelle del firmamento del basket Nba. E anche loro “amministrati” dal 56enne ticinese. Tanto che il maltolto complessivo supererebbe i 15 milioni di franchi. Tanti, tantissimi soldi. Che il consulente patrimoniale, reo confesso, dice di non avere più perché li avrebbe giocati e persi al casinò. 
A Rašo resta un’unica, magra, consolazione. La sua denuncia  del 2015 che ha scoperchiato il vaso. E ha svelato gli intrecci finanziari del fiduciario. Ecco perché con l’interrogatorio di Rašo di mercoledì scorso l’inchiesta, condotta dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, che l’ha ereditata dall’ex procuratore generale John Noseda, potrebbe riprendere vigore. E portare a nuovi sviluppi. Anche se le indagini dei quattro giocatori di basket hanno quattro procedimenti separati. 
Dall’alto dei suoi 2 metri e 13 centimetri, Rašo continuerà  a essere a un palmo di mano da un canestro. Ma guarderà anche cosa gli riserverà il futuro. Una cosa è sicura: tornasse indietro non rifarebbe più la stessa scelta. Non metterebbe più i suoi soldi a Lugano.

an.b.