B.del Fucino: aumento di capitale al via a febbraio (fonti)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Igea Banca apre il cantiere dell’aumento di capitale di Banca del Fucino. Partiranno a febbraio, secondo quanto risulta a MF-Dowjones, gli adempimenti formali per la ricapitalizzazione della banca romana privata fondata nel 1923 da Giovanni e Carlo Torlonia. 

Gli advisor sono al lavoro per sondare l’interesse di investitori istituzionali e nuovi player per l’operazione di rafforzamento allo studio dopo che i rispettivi Cda nei mesi scorsi hanno approvato l’operazione di aggregazione tra le due banche. 

L’aumento di capitale in questa fase è più che mai necessario, anche ai fini dell’istanza di autorizzazione della Bce: tra gli aspetti qualificanti del rilancio c’è l’importante pulizia del bilancio che prevede il deconsolidamento del portafoglio di crediti deteriorati (npe) di Banca del Fucino per un importo di circa 300 milioni di euro e la valorizzazione del ramo fintech di Igea Banca (Sga, lo scorso dicembre, ha presentato un’offerta vincolante a B. Fucino per la strutturazione dell’operazione di cartolarizzazione). Il riassetto è già avviato dopo che lo scorso dicembre è stato firmato a Roma fra il Presidente di Banca del Fucino, Alessandro Poma Murialdo e il Presidente di Igea Banca, Mauro Masi l’accordo quadro tra i rispettivi istituti e il patto di sindacato di Igea Banca e GGG Investment, holding finanziaria che fa riferimento all’imprenditore Giorgio Girondi, che porterà alla nascita della nuova banca. 

I vertici di Igea Banca (il presidente Mauro Masi e il direttore generale Francesco Maiolini) in un recente incontro con le organizzazioni sindacali Uilca e Fisac-Cgil hanno confermato l’impegno nel rilancio della banca romana e l’intenzione di mantenere il brand visto il forte presidio e radicamento che ha sul territorio. Non dovrebbero verificarsi tensioni occupazionali e, tra le ipotesi allo studio, c’è anche l’apertura di una filiale di Banca del Fucino nel centro di Roma (Banca del Fucino conta oggi su una rete di 32 filiali, di cui due a Roma e una a Milano interamente dedicate alla clientela private). 

L’intervento del Fondo interbancario di Tutela dei Depositi nell’operazione di rilancio – più volte ventilato da indiscrezioni stampa – rimane invece un’ultima ratio e secondo quanto riferito da più fonti non è ancora stato richiesto ufficialmente. 

In vista del nuovo Piano industriale sono stati creati 10 cantieri di lavoro che coinvolgeranno dipendenti di Banca del Fucino e referenti di Igea, al fine di conoscere al meglio la banca e disporre le linee di rilancio operativo. 

Secondo gli ultimi dati di bilancio disponibili, la banca ha registrato una perdita di 47,5 milioni parzialmente coperta da un versamento a fondo perduto della famiglia Torlonia per un ammontare complessivo di circa 30 milioni. 

cce 

claudia.cervini@mfdowjones.it 

 

(END) Dow Jones Newswires

January 21, 2019 10:42 ET (15:42 GMT)