B.Carige: per il salvataggio spunta la pista dei fondi (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Sono molti gli investitori a cui in queste settimane sta bussando Ubs, advisor di B.Carige per l’imminente aggregazione. Oltre alle principali banche italiane, che al momento restano fredde sul dossier, contatti sarebbero in corso anche con fondi di investimento per un ingresso nell’equity o soltanto per l’acquisto dei bad loans. 

La strada maestra seguita dall’advisor, in stretto contatto con i commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, scrive MF, prevede la cessione in blocco dell’istituto, ma come extrema ratio si starebbe considerando anche la separazione degli asset in bonis dalla bad bank da destinare a compratori diversi. In campo comunque ci sono anche fondi, tra i quali si fanno i nomi di Jc Flowers (ex azionista di riferimento di Equita), Lonestar e Cerberus. Finora pochissime banche italiane sono state rilevate da investitori di questo genere e le uniche eccezioni sono state piccoli o piccolissimi istituti da trasformare in realtà specializzate. In ambienti finanziari c’è pertanto un certo scetticismo sull’esito delle trattative, specie per la cospicua dotazione di liquidità necessaria per gestire un asset come Carige. 

In ogni caso i tempi sono stretti. L’obiettivo, dietro espressa richiesta della Bce, è infatti definire l’operazione in meno di una ventina di giorni per poi presentarla al mercato insieme al piano industriale previsto per febbraio. Il dossier starebbe circolando sulle scrivanie delle principali banche italiane, anche se molti amministratori delegati si sono già smarcati. Intesa Sanpaolo e Ubi hanno fatto capire con chiarezza di non essere interessate, mentre Bper e Unipol sono concentrate sull’integrazione di Unipol Banca. Resta Unicredit , che però avrebbe posto condizioni molto stringenti al governo o qualche istituto di medie dimensioni rimasto finora defilato. 

red/fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

January 25, 2019 02:12 ET (07:12 GMT)