Gucci: fisco italiano evaso grazie una società con sede a Lugano

tio.ch 25.1.19

TiPress

La Guccio Gucci avrebbe concesso in uso il marchio alla LGI Luxury Goods International, ma avrebbe pagato solo le imposte svizzere inferiori al 9%

MILANO – Gucci ha evaso il fisco italiano tra il 2011 e il 2017 “grazie” a delle operazioni contabili organizzate da consulenti di una società con sede a Lugano. È quanto emerge dall’inchiesta effettuata dal pm Stefano Civardi.

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza (Gdf) di Milano ha contestato al gruppo del lusso francese Kering che possiede il marchio Gucci una presunta evasione fiscale da circa 1,4 miliardi di euro con ricavi non dichiarati per circa 14,5 miliardi. Il “processo verbale di constatazione” della Gdf è stato effettuato nell’inchiesta con al centro la commercializzazione di prodotti Gucci e l’aggiramento, tra il 2011 e il 2017, delle imposte italiane.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini delle Fiamme Gialle, il gruppo Kering, attraverso «una stabile organizzazione occulta» costituita dalla società svizzera LGI Luxury Goods International, avrebbe evitato di pagare le tasse sulla commercializzazione in Italia di prodotti del marchio Gucci, ma avrebbe pagato solo le imposte svizzere inferiori al 9%.

Una presunta evasione fiscale quantificata dalla Gdf, col cosiddetto «processo verbale di constatazione» appena chiuso, in 1,4 miliardi di euro in totale.

In sostanza, come ricostruito dall’inchiesta di cui si era già parlato nei mesi scorsi, la Guccio Gucci spa con sede a Firenze, che fa parte del gruppo Kering e che detiene il marchio, avrebbe concesso in uso lo stesso marchio Gucci alla LGI svizzera, anche essa parte del gruppo francese, per la distribuzione nel mondo dei prodotti Gucci.

Gli investigatori, però, avrebbero accertato che, in realtà, la maggior parte delle funzioni di commercializzazione dei prodotti non avvenivano in Svizzera ma a Milano, dove ha sede l’unità locale della Guccio Gucci. E su quelle vendite, dunque, stando agli accertamenti, Kering avrebbe dovuto pagare le tasse in Italia e non in Svizzera.

Nell’ambito dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano state effettuate una serie di perquisizioni e tra gli indagati per omessa dichiarazione dei redditi figura anche l’amministratore delegato di Gucci Marco Bizzarri, ritenuto dagli inquirenti l’amministratore di fatto della LGI, attraverso la quale sarebbe stata realizzata l’evasione fiscale.

Ora dopo la conclusione dei conteggi della Gdf, come già accaduto anche in altre inchieste milanesi simili che hanno colpito colossi come Apple, Google, Amazon e Facebook, si potrebbe aprire la “partita” delle trattative con l’Agenzia delle Entrate per arrivare a chiudere il profilo tributario con un maxi risarcimento.