Processo BPVi a Mestre con 242 avvocati e 9070 parti offese: sentenza entro il 2020

Rassegna Stampa Vicenzapiu.com 25.1.19

Aula bunker a Mestre per il processo BPVi

Aula bunker a Mestre per il processo BPV

La Procura vicentina al processo BPVicontesterà la bancarotta fraudolenta agli artefici del dissesto della Banca Popolare di Vicenza. L’iniziativa segue la dichiarazione dello stato d’insolvenzadell’istituto per 3,5 miliardi di euro e (se accolta dal giudice) consentirà di allungare fino a 12 anni i tempi di prescrizione del processo, scongiurandone così il naufragio.

L’insolvenza miliardaria

A confermarlo, in mattinata, il pm Gianni Pipeschi, a latere della prima udienza dibattimentale del processo BPVi nell’aula bunker di Mestre: «La decisione del tribunale, che noi stessi abbiamo sollecitato, consente, anzi, obbliga la Procura della Repubblica a procedere in questa direzione, dotandoci di un’arma importante».

Gli altri numeri

Analoga sentenza fallimentare, en passant, è stata emessa a Treviso, nel rito “gemello” a carico dell’ex Veneto Banca: già impugnata dai difensori, sarà ridiscussa in Appello. Nel frattempo la giornata del Processo BPVi ha fornito un assaggio della dimensione monstre del dibattimento: 9070 parti offese, 242 avvocati, 160 faldoni di atti e un numero di testi “potenziali” superiore al migliaio. Ciò ha imposto il trasloco logistico dalla città berica, circostanza sgradita ai legali vicentini che caldeggiano un (improbabile) ritorno all’ovile.

Rito senza precedenti

Chi procede a spron battuto è il presidente del collegio Lorenzo Miazzi: in mattinata, coadiuvato dai giudici a latere Elena Garboe Deborah De Stefano, ha sperimentato con successo un software (abbinato al codice fiscale dei legali) che consente di scorrere sul video il fascicolo di riferimento di ciascuno.

La sentenza

A dispetto dell’aiuto informatico, però, il decollo del Processo BPVi appare faticoso: 7-8 le udienze previste per esaurire la maratona di eccezioni, repliche, istanze probatorie: «L’obiettivo? Mangiare il panettone del 2020 con la sentenza già depositata», afferma il magistrato; che non dispera di accorciare i tempi, «magari entro l’estate del prossimo anno», ma non si nasconde la complessità, la mole e le insidie di un compito che non trova precedenti nella storia giudiziaria del Veneto. Tante le toghe nel palazzone blindato veneziano ma neanche l’ombra di un imputato.

Zonin? neanche l’ombra

Perché Gianni Zonin (il patron), Giuseppe Zigliotto (membro del cda), i vicedirettori Emanuele Giustini, Paolo Marin, Andrea Piazzetta e il manager Massimiliano Pellegrini – accusati a vario titolo di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza – sono rimasti prudenzialmente alla larga mentre la posizione dell’ex direttore generale Samuele Sorato è stata stralciata per malattia.

I risparmiatori

Defezioni annunciate, che hanno contribuito a “raffreddare” la folla dei i risparmiatori, del tutto assenti; faranno capolino, c’è da giurarci, il 9 febbraio a Vicenza, nell’assemblea dedicata alle procedure di rimborso con l’annunciata partecipazione di Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Le eccezioni

A dare il via alla valanga di eccezioni, così, è stata Concetta Miucci, l’agguerrita penalista che assiste Giustini, lesta a snocciolare una raffica di richieste di esclusione delle parti civili: in primis gli azionisti e obbligazionisti che hanno sottoscritto un accordo transattivo «tombale» con la Popolare, incassando l’indennizzo; poi una schiera di colleghi, dai sostituti processuali ai procuratori speciali, rei di una costituzione nel processo «viziata da irregolarità»; infine il gruppo di obbligazionisti che, «pur in assenza di danno» si dichiara vittima del reato di ostacolo.

Bce fa capolino in aula

E via così, con l’alternarsi (a tratti soporifero) degli interventi fino a tarda sera. Il copione sarà replicato nelle prossime udienze in calendario (il 29 e 31 gennaio) con un osservatore interessato, la Bce di Francoforte, sì: è rappresentata in giudizio da un prestigioso studio milanese ma ha scelto di non costituirsi parte civile; potrà presentare memorie scritte, senza interloquire. Un testimone di pietra, già.

da La tribuna di Treviso