Perché Facebook, Amazon e Google vogliono diventare una banca

Antonio Dini wired.it 26.1.19

Amazon, Facebook e Google (ma non solo) stanno sviluppando anche in Europa una vera e propria attività bancaria: in futuro ci faremo pagare gli stipendi su Prime o su Messenger?

Ralph-Spacca-Internet-Google

Chiederemo un mutuo a Facebook? E il nostro conto corrente lo gestirà Amazon? O Google? Non è una ipotesi così remota come sembra, visto che in realtà i big della tecnologia stanno aprendo sempre più velocemente anche questo nuovo fronte: quello dei servizi bancari. Prima negli Stati Uniti e in Asia, adesso in Europa, aziende come Amazon, Facebook e Google chiedono licenze per trasferimenti monetari, pagamenti digitali e attività finanziarie.

È un fronte relativamente nuovo del fintech, che mette i grandi istituti bancari di fronte non solo a soggetti come Stripe e PayPal, impegnati nella disintermediazione dei pagamenti online, ma anche ai “soliti noti”, i big dell’hi-tech che con i propri servizi e prodotti toccano centinaia di milioni di clienti.

La normativa europea, la Psd2, lo consente: ad aziende di ecommerce come Amazon e social media come Facebook è riconosciuta la facoltà di diventare Pisp (sigla che sta per Payment initiation service provider) e connettere il pagamento direttamente al conto corrente bancario del cliente tramite delle Api In pratica: aziende come Facebook e come Google possono, previo ovviamente il consenso dell’utente, accedere in modo sicuro al conto corrente e raccogliere il pagamento dovuto.

Facebook crescita

Il vantaggio di Facebook
Facebook, in particolare, si trova sicuramente in una posizione unica visto che possiede il più grande ecosistema relazionale del pianeta e che, tramite WhatsApp e Messenger, è l’unico in grado di interagire a più livelli con i propri utenti e gestirne l’identità digitale.