Unicredit: Mazzucco (F.Cariverona), Mustier guarda a fusione in Europa (milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Nel nuovo piano industriale che Unicredit dovrà mettere a punto quest’anno l’ad, Jean Pierre Mustier, considererà anche l’ipotesi di una grande fusione internazionale. Ne è convinto il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco. “Quando ci siamo incontrati abbiamo parlato di politica internazionale. E lui ne è molto consapevole, capisce bene che deve muoversi in un sistema in cui tra l’altro le relazioni che adesso il nostro governo sta costruendo con la Francia non aiutano. Però io sono abbastanza convinto che voglia fare qualche operazione”, ha rivelato quest’oggi Mazzucco a margine della presentazione delle linee programmatiche 2019 della Compagnia di San Paolo. 

Mazzucco, scrive milanofinanza.it, lo auspica e il “Paese target” potrebbe essere la Francia (più volte si è parlato di un merger con Societe Generale ), ma non solo, “anche l’Inghilterra o la Spagna (Bbva ?, ndr)”. Insomma, ha ribadito, Mustier “qualche cosa farà” e lui ha piena fiducia nel suo operato: “Abbiamo espresso una continuità nella fiducia che gli abbiamo dato dall’inizio”, ha ricordato. “Ci parliamo, ci sentiamo. Ovviamente le nostre preoccupazione gliele diciamo, ma lui le sa anche se non gliele diciamo”. La Fondazione Cariverona ha circa l’1,8% di Unicredit . 

Ma quando si potrà concretizzare, o quantomeno partire, una fusione internazionale per Unicredit ? Semplice, “dopo le elezioni europee (tra il 23 e il 26 maggio, ndr). Ma io non credo che quello sia in realtà un vincolo fondamentale, c’entra fino a un certo punto”, ha detto il presidente della Fondazione. Quindi, crede che si potrà fare quando si realizzeranno “delle situazioni che possono consentire un’iniziativa di questo genere”, ha precisato. 

Mazzucco ha poi osservato che Unicredit poteva valutare, e forse ha valutato, un intervento su Banca Carige , ma le condizioni “dovevano essere le stesse che sono state offerte a Intesa Sanpaolo per le banche venete”. Lo stesso Mustier, secondo Mazzucco, aveva quest’idea, “però la sua idea, che era anche legittima, mi pare che nel governo non abbia trovato grande sponda”. Del resto, ha concluso Mazzucco, rispetto alla vicenda Intesa -banche venete “è cambiato il governo”. Infine, ha confermato che il numero uno della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, è sempre il suo candidato per la presidenza dell’Acri. 

Una fonte vicina al vertice dell’ente ha comunque voluto sottolineare che le dichiarazioni rilasciate oggi da Mazzucco sintetizzano informazioni già note al mercato e apparse sulla stampa nelle recenti settimane. “Il presidente, rispondendo a una domanda su Unicredit, ha inteso sintetizzare informazioni di stampa già note al mercato, senza aggiungere elementi nuovi”, ha detto la fonte. 

Peraltro le parole di Mazzucco giungono all’indomani di un intervento a Bruxelles di Mustier secondo il quale bisogna guardare con cautela alle fusioni transfrontaliere di banche nell’Ue, perché queste funzionano solo se permettono di tagliare i costi e non solo per aumentare la dimensione degli istituti di credito, per creare una banca paneuropea o magari per soddisfare l’ego dei manager. 

“Se ascoltate le voci, oggi dovrebbero esserci forse due solo banche europee, perché noi avremmo comprato la maggior parte delle altre: secondo i rumours stavamo comprando Lloyds, Deutsche Bank , Commerzbank , Bbva , e naturalmente Société Générale “, aveva detto Mustier. “La verità è innanzitutto che le fusioni o le combinazioni non hanno molto senso” in sé stesse, “perché bisogna poter tagliare costi. Una fusione non riguarda la dimensione, ma il taglio dei costi. A Unicredit , quando abbiamo rimaneggiato la banca”, aveva ricordato, “abbiamo tagliato il 20% dei dipendenti e il 25% degli sportelli in due anni. Posso dire che è brutale: se fai una fusione, devi fare la stessa cosa. Non mi importa, l’ho fatto: non è stato facilissimo”. 

A Piazza Affari, nonostante le dichiarazioni di Mazzucco alimentino l’appeal speculativo, il titolo Unicredit resta in ribasso dello 0,64% a 10,52 euro. C’è attesa per i conti del quarto trimestre 2018 che verranno pubblicati il prossimo 7 febbraio. Gli analisti di Kepler Cheuvreux (non hanno un rating su Unicredit ) si aspettano un utile netto di 754 milioni di euro nel trimestre (802 milioni nel quarto trimestre 2017), al di sopra delle previsioni del consenso a 693 milioni di euro, dopo -0,2 miliardi di euro di voci una tantum e oneri sistemici, per un totale di 2,918 miliardi di euro nell’intero esercizio (5,473 miliardi nel 2017). 

Sulla base di un payout ratio del 20%, si attendono sul bilancio 2018 un dividendo di 0,26 euro per azione (consenso: 0,28 euro per azione). I ricavi totali dovrebbero essere sostanzialmente piatti su base annua a 5,129 miliardi nel quarto trimestre (-0,5% anno su anno e +2,8% trimestre su trimestre) con un buon andamento del net interest income a 2,768 miliardi (+4,6% su base annua, piatto trimestre su trimestre), con ricavi da trading in calo di un terzo anno su anno (-8% trimestre su trimestre) e commissioni in flessione dello 0,6% a 1,672 miliardi (+2,7% trimestre su trimestre). 

I costi totali dovrebbero diminuire dell’1,7% su base annua a 2,988 miliardi (e salire stagionalmente dell’8% su base trimestrale). Mentre il costo del rischio è previsto inferiore a 60 punti base e gli analisti di Kepler si aspettano un aumento complessivo degli accantonamenti del 14,6% su base annua sempre nel quarto trimestre a 1,178 miliardi (-18% trimestre su trimestre), con un +20% nell’intero esercizio, di cui accantonamenti per perdite su crediti -7,6% e un costo del rischio di 59 punti base. 

Il ratio Npe dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile trimestre su trimestre all’8,4%-3,6% lordo e netto, rispettivamente. Infine, il Cet1 ratio fully loaded è visto scendere di 24bps all’11,87% alla luce degli asset ponderati per il rischio (Rwa) più elevati e dell’impatto positivo dello spread Btp/Bund, migliorato di 10bps trimestre su trimestre, e delle valute. Una stima, quella di Kepler Cheuvreux, che rientra nel target di Unicredit all’11,5-12%. 

red/fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

January 30, 2019 07:48 ET (12:48 GMT)