Auto in panne, Fca -21,6%

lospiffero.com 1.2.19

Parte male il 2019 per la casa del Lingotto. Pesante flessione, a gennaio, nelle immatricolazioni, in un mercato domestico in calo del 7,5%. Pesano incertezza dell’offerta di modelli e le politiche fiscali del governo

Comincia male il 2019 per il mercato italiano dell’auto. A gennaio – secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – le immatricolazioni sono state 164.864, in calo del 7,55% rispetto allo stesso mese del 2018. E ancora peggio va a Fca che segna un tonfo ancor più consistente e perde quote di un mercato già di per sé asfittico. Il Lingotto, infatti, ha immatricolato nel mese scorso 39.773 vetture in Italia, con un calo del 21,64 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, riducendo la propria quota di mercato dal 28,46 al 24,12% (-4,34%).

Un campanello d’allarme da non sottovalutare. Tradizionalmente, infatti, il mercato delle quattro ruote rappresenta un termometro della fiducia dei consumatori, rivela l’umore di imprese e famiglie, mostrando la propensione a fare acquisti di beni durevoli. Questo calo, dunque, rappresenta la conferma che l’Italia sta entrando in una nuova fase di recessione, i cui effetti rischiano di essere amplificati da provvedimenti del Governo come l’ecotassa, osteggiata da tutto il mondo dell’automotive, a partire proprio da Fca.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “quadro economico e incertezza sulle prospettive dell’offerta frenano la domanda di auto”. “Nel nostro Paese, ma anche in altri mercati come quello tedesco – osserva Quagliano – i potenziali acquirenti avvertono che l’auto è sulla soglia della transizione verso nuove forme di alimentazione e vetture tecnologicamente più avanzate. Questa consapevolezza e l’incertezza sui tempi si traducono spesso in un rinvio delle decisioni di acquisto. Un secondo fattore è il fatto che, come nel 2018, alcune importanti case stanno privilegiando i canali di vendita più remunerativi e annullano o riducono l’offerta di vetture usate con chilometri zero. Il terzo fattore è la crescente consapevolezza da parte delle famiglie e delle imprese che l’economia italiana è in frenata. Questa situazione desta preoccupazione negli operatori del settore, ma è assolutamente da escludere che l’impatto sulle vendite possa essere anche lontanamente paragonabile al crollo che si ebbe nella crisi iniziata nel 2008”. Dall’inchiesta mensile condotta da Promotor sui concessionari emerge cautela sull’andamento della domanda, ma per gennaio viene segnalata una discreta tenuta degli ordini e una buona affluenza nelle show room. Per quanto riguarda le previsioni gli operatori manifestano giudizi in linea con quelli dell’ultima parte del 2018. Il 69% ipotizza a tre/quattro mesi domanda stabile o in aumento, mentre il 31% è pessimista. Per Promotor il quadro di inizio anno è coerente con la previsione di un mercato 2019 in moderato calo sull’anno precedente.

La dimostrazione che siamo in un mercato in evoluzione arriva anche dal fatto che per la prima volta, da settembre 2003, le vetture diesel, in calo del 31% e con una quota del 41% del totale immatricolato, perdono la leadership di mercato a favore delle auto a benzina, che rappresentano il 45% del mercato e, nel mese, registrano un aumento del 28%. Oltre alla benzina, crescono anche le alimentazioni alternative (+3,5% e una quota del 13,7%), con la sola eccezione del metano. La progressiva contrazione delle vendite di auto diesel, sulla scia di quanto accaduto negli altri maggiori mercati europei, sta cambiando il mix delle alimentazioni. “La campagna di demonizzazione del diesel tout court e i provvedimenti di limitazione del traffico nei centri urbani, con la penalizzazione di alcune tecnologie rispetto ad altre, sono tra le principali cause. L’anno si apre quindi in maniera non ottimale, sia per la situazione economica non favorevole, sia per le preoccupazioni legate all’entrata in vigore, a partire da marzo, del bonus-malus” osserva Paolo Scudieri presidente dell’Anfia.

Diverso il quadro, per la casa del Lingotto, negli Usa. Con 136.082 veicoli venduti nel mese di gennaio, Fca ha segnato un incremento su base annua del 2% nel mercato statunitense. A trainare la crescita è soprattutto il marchio Ram, con un rialzo del 24% a 39.649 unità vendute. Bene anche il Wrangler Jeep, modello che ha segnato un volume di vendite record a 13.024 unità nel primo mese dell’anno. Segnali di segno opposto per i marchi Chrysler e Fiat: il calo è stato rispettivamente del 14% a 9.054 veicoli, e del 39% a 751 veicoli. Alfa Romeo cede il 30% con 1.150 immatricolazioni.