Carige, i consumatori preparano l’offensiva per i risarcimenti

telenord.it 3.2.19

Assoutenti fa appello ai risparmiatori, Adiconsum: “Ma la vigilanza dov’era?”

Per il momento si lavora sottotraccia. Con cautela, per non disperdere le energie. Le associazioni dei consumatori stanno preparando l’attacco ai responsabili del pasticcio Banca Carige. Dopo la ‘sparata’ del vicepremier Di Maio alla Camera e le piccate reazioni di politici e imprenditori finiti nella lista dei cattivi, c’è chi pensa a come tutelare i propri interessi: risparmiatori, obbligazionisti e piccoli azionisti che si sono trovati con un mucchio di carta straccia tra le mani.

“Non escludiamo, di fronte a possibili sviluppi giudiziari al di là di quelli politici, di valutare aspetti relativi a risarcimenti e indennizzi”, dice Furio Truzzi, genovese, presidente nazionale di Assoutenti. Che invoca “molta prudenza e cautela”, ma nel contempo fa appello al “comitato dei risparmiatori, che non abbiamo ancora sentito, perché le nostre strategie vogliono essere unitarie e non certo per fare colpi di scena senza costrutto. Come si può chiedere a chi aveva un’azione che ora vale meno di un centesimo di non procedere per avere un giusto indennizzo?”.

La via maestra sarebbe quella giudiziaria. Al momento però non ci sono fascicoli aperti, ma solo annunci del Governo e una futura commissione d’inchiesta sul passato della banca. E così spunta anche l’ipotesi della class action, “pur sapendo che nell’ordinamento italiano è una strada complicata visto che davanti ai giudici sono arrivati solo una decina di casi. È una materia ostica, non vogliamo far buttare soldi alla gente. Stiamo analizzando la situazione per trovare la risposta migliore”, prosegue Truzzi.

Sul fronte dei correntisti è Adiconsum a rassicurare: “Sotto i 100mila euro sono garantiti dal fondo interbancario”, spiega il presidente ligure Stefano Salvetti. “Il problema è che la banca andrà incontro a un’aggregazione. In Liguria significa un milione di clienti, 55mila obbligazionisti e soprattutto quasi 5mila lavoratori. Sarà loro il problema maggiore”. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare un incontro coi commissari per capire le mosse previste.

E dopo l’attacco frontale del Governo, dai consumatori arriva invece l’accusa a chi doveva controllare: “Noi ci arrabbiamo perché gli organi di vigilanza arrivano sempre in ritardo – accusa Salvetti – mentre avrebbero dovuto già scattare da tempo. Ci sono stati soggetti che hanno beneficiato di diversi milioni con prestiti non garantiti. C’è sempre stato un grande lassismo rispetto al povero disgraziato che per avere un mutuo o un finanziamento trova sempre le forche caudino. Le banche devono tornare a investire e dare fiducia ai giovani. C’è da cambiare molto in quest’ottica”.