La lobby della canapa ora punta all’Europa

Filippo Taddei da Davos Caffe.ch 3.2.19

Un vertice a Davos tra gli imprenditori dell’erba medica
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Per la prima volta, l’industria della cannabis si presenta come uno dei più promettenti settori economici del momento, con prospettive di crescita così grandi che nell’ultimo anno hanno attirato l’attenzione degli investitori internazionali. “La cannabis è parte integrante della prossima ondata di globalizzazione e una discussione seria a Davos non potrebbe essere più adatta”, ha dichiarato Saul Kaye di iCan (compagnia di cannabis medica israeliana).
A Davos, quasi in parallelo con il Forum economico, si è parlato dei nuovi mercati emergenti per la cannabis, di esportazione ed innovazione e delle prossime opportunità di investimento in questa espansione globale. Per gli imprenditori della cannabis il World Economic Forum è diventato così l’occasione per presentarsi e sedurre gli investitori più qualificati.
Tra gli ospiti del “Cannabis Conclave”, evento organizzato dal Consumer choice center (Ccc), l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak nonché presidente della compagnia di cannabis medica InterCure, Anthony Scaramucci, ex direttore delle comunicazioni del presidente Donald Trump e Bruce Linton, fondatore di Canopy growth corporation, una compagnia canadese che nell’esercizio 2017-2018 ha fatturato 77.9 milioni di dollari, in forte aumento rispetto ai 39.89 del 2016-2017.
“È davvero solo una questione di politiche pubbliche – ha detto Linton a Business Insider all’inizio dell’anno – so che può non sembrare interessante o eccitante. Ma in assenza della corretta regolazione pubblica, non c’è neanche la giusta opportunità imprenditoriale”.
Dal 2000 i canadesi hanno avuto  la possibilità di possedere e coltivare piccole quantità di “erba” a scopo medico e nel 2014, il governo ha iniziato ad accordare licenze a compagnie come Canopy Growth per produrre grandi quantità di marijuana per persone affette da gravi malattie. Valutata più di dieci miliardi di dollari, Canopy oggi vale più di Bombardier, produttore canadese e uno dei più grandi produttori al mondo di aerei e treni, offrendo un chiaro esempio della portata di questa nuova “industria della marijuana”.
Secondo gli esperti, l’Europa è destinata a diventare il più grande mercato di cannabis legale – in particolare a scopo terapeutico – al mondo nei prossimi cinque anni. Solo negli ultimi 12 mesi, l’industria europea della cannabis è cresciuta più che negli ultimi sei anni. Sei Paesi hanno annunciato una nuova legislazione e oltre cinquecento milioni sono stati investiti in imprese europee di cannabis. Inoltre, secondo l’European cannabis report il mercato europeo della cannabis acquisterà un valore di 123 miliardi di euro entro il 2028, a patto tuttavia che la politica contribuisca a regolamentarne l’attuale, incerta situazione dal punto di vista normativo. Ed è per questo che a Davos la lobby della cannabis ha lanciato un messaggio alla politica.
Le dimensioni dell’opportunità europea sono però controbilanciate dalla complessità del quadro giuridico unico di ciascun Paese. L’Europa comprende cinquanta Paesi, ventiquattro lingue ufficiali e molte sfumature culturali. Questi fattori contribuiscono a un complesso contesto normativo e commerciale che sarà significativamente diverso dagli altri mercati legali della cannabis in tutto il mondo.
L’evento che si è svolto a Davos, a detta degli organizzatori, è stato tuttavia utilissimo per accelerare il dibattito sulla legalizzazione in Europa e per mostrare quanto sia legittimo e maturo il settore.