Banca Popolare Di Bari: Il Piano Di Rilancio Cosa Prevede?

  notizieora.it 4.2.19

Il CdA della Banca Popolare di Bari, riunitosi il 30 gennaio, ha approvato il piano di rilancio quinquennale che sarà valido dal 2019 al 2023.

Banca Popolare di Bari, la banca privata più grande del Sud Italia, si pone, quindi, l’ambizioso obiettivo di riaffermare il ruolo che ricopre ormai da anno nelle aree geografiche di riferimento e spera di farlo mutando il suo assetto societario e diventando una SpA.

A dare il via libera al piano dovranno essere i 60mila azionisti della banca e il Comitato costituitosi per salvaguardare il valore delle azioni dopo che queste ultime aveva toccato i 2,38 euro l’una.

Banca Popolare di Bari: il piano di rilancio

Il Piano di rilancio della Banca Popolare di Bari riguarderà innanzitutto “L’efficentamento e il ridisegno della struttura di costo nonché la revisione radicale del modello di business, attento alla matrice dei margini reddituali, all’innovazione commerciale e ai temi della digitalizzazione. Forte attenzione è posta alla valorizzazione degli attuali azionisti, che potranno accedere a concrete iniziative a loro dedicate e beneficiare del ritorno a una redditività strutturale coerente con l’andamento di mercato”.

“Punti nodali del Piano e tappe del percorso -così come delineati dal documento uscito ieri dopo la seduta del Consiglio di Amministrazione di BPB sono:
– il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali, da realizzare entro giugno 2019 attraverso adeguate iniziative di capital relief, anche mediante l’emissione di strumenti finanziari destinati ad investitori qualificati;
– il riassetto societario con approdo alla banca SpA, anche attraverso l’ingresso di nuovi soci, in grado di affermarsi sul mercato come competitor affidabile e innovativo e, nel contempo, lo sviluppo dell’attuale banca cooperativa, partecipe del consolidamento del sistema delle popolari attraverso la “banca della comunità”, finalizzata a rafforzare la capacità produttiva e competitiva degli aderenti e a preservare le specificità delle attuali realtà cooperative;
– la reingegnerizzazione del business, orientata al consolidamento della vocazione territoriale ed al recupero di redditività, puntando sulla qualificazione del servizio alle PMI e alle famiglie, nonché sulla valorizzazione delle potenzialità di filiere e distretti industriali;
– lo sviluppo del canale digitale, fattore fondamentale per supportare e accrescere la base di clientela e, per altro verso, orientare il business verso nuovi modelli centrati sull’adozione di tecnologie innovative;
– per gli NPLs, il miglioramento degli indicatori di qualità creditizia, traguardando le best practice di sistema, attraverso la messa a regime delle efficaci politiche di derisking realizzate tra il 2014 e il 2018. Per l’attuazione del Piano sono previsti il riposizionamento delle strutture della Direzione Generale, l’attivazione di cantieri progettuali – già definiti e presidiati da uno steering committee;
– ed il rafforzamento del basket delle competenze”.