Ubi B.: Massiah verso riconferma dopo pagelle Bce (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

I giochi sono stati aperti a novembre. In una lettera che faceva espressamente riferimento al rinnovo del Cda, la Vigilanza Bce avrebbe formulato una valutazione meticolosa sugli amministratori uscenti di Ubi B. (consiglio di gestione e di sorveglianza), esaminando i profili in termini di time commitment, training e legal and administrative issues. Una procedura usuale per le banche vigilate da Francoforte come Intesa Sanpaolo o Unicredit ma che, nel caso del gruppo lombardo, avrebbe offerto significativi spunti di riflessione ai vertici e soprattutto ai grandi elettori. 

Tra Brescia, Bergamo, Milano e Cuneo si sta infatti giocando una partita particolarmente complessa per più di una ragione, spiega Milano Finanza. In primo luogo, Ubi ha appena cambiato lo statuto, passando dal sistema dualistico a quello monistico. Oltre a una revisione dei meccanismi di governance, il nuovo assetto comporterà una drastica diminuzione delle poltrone disponibili che scenderanno da 22 a 15. In aggiunta, bisognerà tenere conto dei nuovi requisiti di professionalità e onorabilità introdotti dalla Bce nel 2017. 

Il cosiddetto fit and proper assessment valuta esperienza, competenze e adeguata levatura degli esponenti aziendali candidati a ricoprire un incarico negli organi di amministrazione di una banca, ad esempio come amministratore delegato o componente del board. È inevitabile insomma che numerosi esponenti oggi in consiglio non siano confermati, circostanza che metterà seriamente alla prova il delicato equilibrio di poteri su cui si regge la governance di Ubi. L’unica certezza, per il momento, è la conferma del consigliere delegato Victor Massiah il cui lavoro in questi anni è stato molto apprezzato. 

Massiah è stato in grado di preservare la solidità della banca e di tenersi lontano da dossier scomodi, anche se caldeggiati da Roma, come quello di B.Mps. Così come è plausibile una riconferma dei rappresentanti di Assogestioni Giovanni Fiori, Paola Giannotti e Patrizia Giangualano. Sulle altre caselle invece l’accordo tra i grandi elettori appare ancora lontano e la dialettica di queste settimane è accesa. 

red/ofb 

 

(END) Dow Jones Newswires

February 04, 2019 02:34 ET (07:34 GMT)