Citigroup presenta il ‘suo’ meglio per l’Italia: governo tecnico alla Monti anche con Draghi che lanci patrimoniale

Gli analisti della banca sono convinti che le elezioni europee del mese di maggio rappresenteranno “la data di scadenza naturale del governo Lega-M5s”. A quel punto, a suo avviso, le …

Una patrimoniale che permetta di raccogliere finanziamenti, consentendo così di tagliare la pressione fiscale sul lavoro; una spending review senza austerity e, magari, un governo tecnico di transizione che abbia come premier Giuseppe Conte oppure addirittura l’attuale numero uno della Bce, prossimo però a dire addio a Francoforte Mario Draghi. Obiettivo: “concludere quello che Mario Monti ha iniziato nel 2011”. Sono queste le varie ricette che Citigroup considera ideali per l’Italia, in un report recente di 88 pagine.

Oltre alla patrimoniale e al taglio delle tasse sul lavoro, gli interventi auspicati sono lotta all’evasione fiscale, al lavoro nero e alla corruzione.

Si tratta di misure impopolari, ammettono gli analisti, che proprio per questo potrebbero essere messe in atto solo da un governo tecnico.

Il report fa riferimento alla necessità di “imposte più alte sulla ricchezza privata e immobiliare“, da compensare con “imposte più basse sul reddito e sugli investimenti”.

Niente austerity, però visto che, si legge, “negli ultimi venti anni l’Italia ha presentato un avanzo primario in modo costante, e dunque non ne ha bisogno”. Piuttosto, “ha bisogno di spendere meglio (o di essere aiutata a farlo)”. Di conseguenza, sì alla Spending Review in stile Cottarelli, che dovrebbe magari solo “essere rinfrescata”.

Tra le maggiori preoccupazioni di Citigroup c’è, invece, il rischio di elezioni politiche in autunno. Se un governo tecnico riuscirebbe a garantire stabilità in Italia, il voto anticipato farebbe secondo gli esperti il contrario.

C’è comunque la convinzione che le elezioni europee del mese di maggio rappresenteranno “la data di scadenza naturale del governo Lega-M5s“.

Le cose saranno dunque destinate inevitabilmente a cambiare e, senza la minaccia di elezioni politiche in autunno, lo scenario di un governo tecnico pronto agli interventi impopolari in stile patrimoniale potrebbe concretizzars, secondo Citigroup, verso la fine del 2019, a causa della “frenata dell’economia, per le pressioni dei mercati, l’instabilità politica e la ‘pillola avvelenata’ delle clausole di salvaguardia – ovvero rischio aumento Iva – con cui nessun governo o partito vorrà essere associato”.

Conte viene considerato “candidato credibile”: al presidente del Consiglio dell’attuale governo M5S-Lega viene riconosciuto il merito di essere stato “finora molto bravo a bilanciare le relazioni tra anti-establishment e vecchio establishment”.

Oppure, c’è per l’appunto l’opzione di Mario Draghi, visto che potrebbe per la fine dell’anno “avere del tempo libero”, dopo l’addio alla Bce previsto per la fine di ottobre di quest’anno.

Sulla dinamica del Pil, gli analisti di Citigroup non ritengono che la recessione proseguirà oltre il primo trimestre del 2019, “a meno che il resto dell’Europa non si indebolisca” e, sotto questo punto di vista, gli economisti del colosso bancario americano sono molto più ottimisti di diverse altre associazioni, che paventano in casi estremi una recessione per tutto il 2019.

Nello stesso giorno in cui è stato confermato che l’Italia è scivolata in recessione, Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, ha commentato per esempio il dato affermando che “il 2019 sarà il primo anno di una nuova recessione per l’economia italiana: la terza dal 2007 che inizia prima che il Pil abbia raggiunto il livello massimo da cui è partita la seconda recessione nel 2011″.

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E il timore che la recessione italiana possa confermarsi duratura è stato espresso anche dagli economisti di Barclays, d’accordo con Citigroup sul fatto che le elezioni europee potrebbero sancire la fine di questo esecutivo giallo-verde.

Così hanno scritto gli analisti di Barclays:

“Riteniamo che solo una crescita debole nel primo trimestre potrebbe essere imputata direttamente all’attuale coalizione di governo e far precipitare una crisi di governo. Tuttavia, dato che i dati reali del PIL per il primo trimestre saranno pubblicati solo il 30 aprile, troppo vicini alle elezioni europee di fine maggio per stimolare elezioni anticipate o un rimpasto di coalizione, rimaniamo dell’opinione che il governo rimarrà in carica fino a dopo le elezioni europee quando, a seconda dell’esito, ci aspettiamo che i colloqui per un probabilerimpasto di coalizione o eventuali elezioniinizino a prendere slancio”.

In tal senso, per Citigroup lo scenario peggiore è proprio quello -come già segnalato – di un ritorno alle urne ad autunno, e questo perchè proprio in quel periodo bisognerebbe pensare alla legge di bilancio, dunque alla manovra.

Gli esperti considerano anche la possibilità che il vicepremier Matteo Salvini ritorni ad allearsi con gli altri partiti di centro-destra, mollando l’altro vicepremier Luigi Di Maio. E questa prospettiva di “centrodestra – si legge nel report – potrebbe essere accolta positivamente “nel breve termine dai mercati finanziari“, in quanto la linea di governo sarebbe più coerente e non, come dimostrano le ultime tensioni sul caso Tav, in balia di due partiti (M5S e Lega) che presentano notevoli differenze.

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