Banche: Moody’s, recessione prolungata può pesare su capitale

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Un rallentamento dell’economia italiana, in particolare se la contrazione del Pil dovesse durare per più trimestri, avrebbe conseguenze negative per le banche della Penisola compresi impatti sulle performance, afflussi più elevati di prestiti in sofferenza e, in ultima analisi, impatti sul capitale. 

Le banche italiane, spiega un report di Moody’s, hanno bisogno di un ambiente economico favorevole per perseguire con successo il loro de-risking, ridurre gli sforzi e mantenere l’afflusso di Npl a livelli ragionevoli. 

Le condizioni del contesto sono anche fondamentali per garantire una sostenuta propensione degli investitori verso gli Npl italiani, per cui 

una grave recessione economica rappresenterebbe una minaccia. 

La crisi economica dell’Italia del 2008 ha provocato un aumento dei prestiti non performing (Npl) che ha raggiunto un picco di oltre 340 miliardi di euro nel 2015, ha colpito materialmente tutte le banche e ha portato a qualche fallimento bancario. L’afflusso di nuovi Npl ha iniziato a diminuire e l’economia si è ripresa a partire dal 2013, tornando ai livelli pre-crisi lo scorso anno. Anche se il flusso di Npl è tornato ai livelli pre-crisi, lo stock di Npl rimane elevato a poco meno di 200 miliardi di euro, contro circa gli 80 miliardi di euro del 2008. 

red/cce 

 

(END) Dow Jones Newswires

February 07, 2019 11:11 ET (16:11 GMT)

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