Banche venete, migliaia in fila per i rimborsi. Di Maio: «Via i vertici di Bankitalia»

Chiara Piselli – 09/02/2019 open.online

Banche venete, migliaia in fila per i rimborsi. Di Maio: «Via i vertici di Bankitalia»

L’assemblea blindata è stata l’occasione per i due vicepremier di spiegare alle vittime del crac come accedere al miliardo e mezzo stanziato come fondo di indennizzo. Fuori, un esercito di risparmiatori per chiedere giustizia

«Questa è la settimana in cui si scrivono i decreti e si erogano i soldi». È risoluto il vicepremier Luigi Di Maio che ha partecipato, con il collega Matteo Salvini, all’assemblea degli ex soci di Banca popolare di Vicenza. «Noi abbiamo messo nella legge di bilancio i soldi a fine anno – ha detto Di Maio – sappiamo che ci sono resistenze dell’Unione Europea ma ce ne faremo una ragione. Questa gente ha diritto ai suoi soldi». Alle parole del ministro dello Sviluppo economico hanno fatto eco quelle di Salvini: «C’erano a bilancio 150 milioni, adesso c’è un miliardo e mezzo. Vedremo di far veloce: i risparmiatori devono avere i loro soldi rapidamente, sperando che da Bruxelles non arrivino rotture di scatole».

Fuori dal palazzetto dello sport di Vicenza, dove si è svolta l’assemblea dell’associazione Noi che credevamo nella BpVi, sono arrivati in migliaia con cartelli di protesta al seguito. Un esercito di risparmiatori, piccoli imprenditori, associazioni di consumatori e semplici cittadini si è unito per chiedere giustizia per quanto subìto con il fallimento degli istituti di credito. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine inseme ai reparti dell’antiterrorismo. L’assemblea blindata dentro al palazzetto è stata l’occasione per i due vicepremier di spiegare alle migliaia di risparmiatori truffati come accedere a quel miliardo e mezzo di euro stanziato come fondo di indennizzo per chi ha subito il crack di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

All’inizio dell’incontro è stato osservato un momento di raccoglimento in ricordo delle vittime delle crisi bancarie: 5 minuti di silenzio per ricordare gli imprenditori e i risparmiatori che in questi anni si sono tolti la vita dopo i crac degli istituti di credito. «Questo mese faremo partire la commissione di inchiesta – ha annunciato Di Maio -. Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori». Il vicepremier del M5s ha poi chiamato in causa anche il ruolo del vicedirettore della Banca d’Italia Luigi Signorini: «Il governo non vuole confermare il suo nome – ha affermato -. Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia». «Sono contento perché vedo che qui oggi tanta gente ha ripreso speranza», ha concluso Salvini.

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«Al governo va riconosciuta una buona dose di coraggio politico per aver impegnato risorse per i risparmiatori colpiti dal crac – ha detto Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione Vittime salvabanche – ma la situazione con l’Ue, con il rischio che la legge incorra nelle procedure di infrazione, richiede risposte credibili dal governo». Dopo l’assemblea, la presidente ha detto di non sentirsi «affatto tranquilla» e, anzi, «anche un po’ ingannata» per il timore di essere trascinati nel contenzioso con l’Europa.

Gli aspetti giudiziari della Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca, in liquidazione coatta amministrativa dal 25 giugno 2017, sono molto complicati tanto che non è ancora possibile sapere quante delle circa 10 mila parti civili che hanno fatto richiesta saranno poi ammesse alla fase dibattimentale del processo per il crac delle banche. I risparmiatori intenzionati a ottenere il rimborso, intanto, hanno costretto il procedimento giudiziario vicentino a trasferirsi per questioni di spazio nell’aula bunker di Mestre.

Banche venete, migliaia in fila per i rimborsi. Di Maio: «Via i vertici di Bankitalia» foto 2

A dare il via alla fase centrale del processo è stata la pronuncia del giudice per l’udienza preliminare Roberto Venditti, che lo scorso ottobre ha rinviato a giudizio con l’accusa di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza – oltre alla stessa banca in liquidazione coatta amministrativa – anche gli ex vertici dell’istituto di credito: Gianni Zonin (presidente), Giuseppe Zigliotto (membro del cda), i vice direttori Emanuele Giustini, Paolo Marin e Andrea Piazzetta e il funzionario Massimiliano Pellegrini. Stralciata invece per questioni di salute la posizione dell’ex direttore generale Samuele Sorato. Sugli altri fronti di indagine, lo scorso gennaio il tribunale fallimentare di Vicenza ha dichiarato che al 25 giugno 2017, data della liquidazione coatta amministrativa, la banca era insolvente, sentenza che aggraverebbe la posizione degli imputati anche dall’accusa di bancarotta fraudolenta e che di fatto dà vita a un secondo troncone di indagine.

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