Truffa con le azioni di Veneto Banca: l’indagine potrebbe allargarsi

CRISTINA PASTORE lastampa.it 11.2.19

La procura ha richiesto il rinvio a giudizio per 41 dirigenti, funzionari e impiegati

Il Movimento a difesa del cittadino di Verbania chiederà di costituirsi parte civile, per sé e per conto di numerosi risparmiatori traditi che ha assistito in questi anni, nei processi che scaturiranno dalla richiesta di rinvio a giudizio per 41 dirigenti, funzionari e impiegati di Veneto Banca.

Si tratta di manager che rivestivano funzioni al vertice della banca messa in liquidazione nel giugno 2017 e di direttori e addetti di filiali di Verbania, Domodossola, Cannobio, Cannero, Gravellona, Villadossola, Druogno, Pieve Vergonte e Dormelletto. I fatti al centro dell’indagine svolta dal sostituto procuratore Sveva De Liguoro con la guardia di finanza riguardano 139 episodi di presunta truffa aggravata, compiuti nel periodo 2012-2016. Vittime sarebbero stati correntisti, tra loro anche alcuni ultranovantenni, a cui venivano fatti firmare acquisti di azioni della banca già in difficoltà e con elevata probabilità di fallimento, senza avvisarli minimamente del rischio che quell’investimento comportava.

Il procedimento penale avviato – l’udienza preliminare è fissata per il 15 maggio davanti al giudice Beatrice Alesci – è il primo del genere in una zona, il Vco, pesantemente colpita dalla corsa alla vendita dei titoli della banca subentrata alla Popolare di Intra. Si stimano in almeno 100 milioni i risparmi di clienti locali andati in fumo col tracollo dell’istituto di Montebelluna. Secondo le associazioni di consumatori nel Vco i «bidonati» da Veneto Banca sono stati più di 6.600. Un numero che dà l’idea di come il lavoro della magistratura territoriale potrebbe estendersi ad altri casi in cui a risparmiatori inconsapevoli sono state rifilate azioni che da lì a poco sarebbero diventate carta straccia.

Le disposizioni erano di contattare e convincere all’investimento tutti i correntisti con disponibilità dai 10 mila euro in su. Il presidente del Mdc-Verbania Ettore Francioli ha annunciato che farà partire anche l’azione di risarcimento contro i revisori dei conti di Veneto Banca, alla luce delle molteplici irregolarità riscontrate nei bilanci da perizie contabili. Possibilità e modalità di adesione a questa azione risarcitoria verranno illustrate nell’incontro che si terra alla sede dell’associazione in via Simonetta 24 a Intra martedì dalle 15 alle 17,30 e mercoledì dalle 10 alle 12,30.

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Veneto Banca, l’indagine di Verbania apre la strada all’inchiesta di Treviso

F. D. W. geolocal.it 11.2.19

Chiesti 41 rinvii a giudizio: «Forzature e omissioni nella vendita di azioni seguendo direttive dei vertici»

TREVISO. Elusione delle direttive europee sulla tutela degli investitori. Ma anche l’omissione di atti e documenti atti ad informare gli investitori della natura rischiosa delle operazioni che stavano sottoscrivendo, operazioni che in molto casi «non erano adeguate al profilo», ma per le quali il cliente di Veneto Banca veniva «falsamente indicato» aver agito da solo, «di propria iniziativa, non avvalendosi del servizio di consulenza».

Queste le ragioni che hanno portato la procura di Verbania a chiedere il rinvio a giudizio per truffa aggravata per 41 persone, tra cui l’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli. Una richiesta che apre la strada anche alla maxi inchiesta gestita oggi dagli uffici della procura di Treviso.

Consoli. Tutte le 41 richieste di rinvio a giudizio si basano sulla ricostruzione di forzature ed omissioni nel piazzamento di azioni Veneto Banca. Operazioni effettuate dai dipendenti a seguito di scelte piramidali che sarebbero state indirizzate dall’allora numero uno dell’istituto: Consoli.

Da lui partiva la richiesta di vendere azioni, richiesta che veniva corredata da «obiettivi numerici» che venivano monitorati settimanalmente «rassicurando direzioni territoriali, gestori delle reti private, direttori di filiale e impiegati in merito alla bontà dei titoli emessi», nonché del fatto che il passaggio da un regime di «adeguatezza» a quello di «appropriatezza rappresentasse una mera formalità e che eventuali modifiche unilaterali dei profili nei questionari (quelli imposti dalla normativa sulla trasparenza), ndr) fossero accettabili» di fatto «promuovendo la materiale commissione di artifizi e raggiri» scrive il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio per Consoli e i diretti sottoposti.



Le prime 45 vittime. Parti offese nel procedimento aperto a Verbania sono 45 tra persone fisiche e società. Piccoli correntisti diventati obbligazionisti senza sapere, come avrebbero dovuto, che quello che stavano sottoscrivendo era operazione a rischio per il loro profilo, che «l’operazione fosse di fatto sconsigliata». E invece a loro tutto veniva dipinto come regolare, vantaggioso, utile, piazzando così pacchi da migliaia di obbligazioni, incassando liquidità per centinaia di migliaia di euro, diventate milioni.

Azione sui revisori anche dal 2012. «Abbiamo fatto partire l’azione risarcitoria nei confronti di PriceWaterHouse, revisori dei conti di Veneto Banca» sottolinea l’avvocato dei risparmiatori Matteo Moschini, con una importante novità, «potranno aderire gli ex azionisti che sottoscrissero acquistarono azioni e obbligazioni convertibili o obbligazioni subordinate emesse da Veneto Banca a partire dal 2012 nonché coloro che hanno aderito agli aumenti di capitale lanciati da Veneto Banca nel 2013 e/o nel 2014». –

F. D. W.

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