B.Carige: Mincione, valore azioni è evaporato

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Dopo le partite che l’hanno visto coinvolto nella contesa per il controllo di Bpm qualche anno fa e – in tempi più recenti – nel braccio di ferro con Vittorio Malacalza sul fronte di B.Carige, Raffaele Mincione non intende aprire dossier che riguardino altre banche italiane. “Abbiamo già dato, è tempo di guardare ad altri settori”, ha infatti spiegato il finanziere, incontrato in centro a Milano. 

Mincione è rimasto ‘intrappolato’ in Carige con una quota di capitale di cui non è nota l’entità, essendo sceso al di sotto del 5% che comporta l’obbligo di comunicazione alla Consob. Ciononostante, ha ammesso, “sembra di avere capito che per chiunque sia rimasto azionista, le azioni sono evaporate”. Il finanziere ha anche detto di essere rimasto “impressionato moltissimo” dalla velocità con cui diversi istituti di credito hanno dichiarato di aver svalutato in misura molto consistente l’investimento fatto attraverso Schema Volontario per sottoscrivere il bond Carige da 320 milioni di euro che era parte integrante del piano di rilancio della banca ligure. 

Mincione ha poi detto di aver captato alcune indiscrezioni sul mercato, relative all’interesse da parte di “un paio di banche di cui non conosco il nome” per il dossier Carige. Difficilmente, invece, la soluzione del rebus per tirare fuori dalle secche la banca genovese finita sotto commissariamento potrebbe finire con l’intervento di un fondo. “Penso che difficilmente si presenterà un fondo”, ha infatti osservato il finanziere. “Come può riuscire a estrarne un’operazione di buon senso?”, si è domandato. A farsi avanti potrebbe invece essere una banca, disposta “a portarsi in bilancio i peccati di oggi – mi riferisco ai crediti fiscali e via dicendo – e lavorare magari perché diventino le qualità di domani”. Per quanto riguarda gli Utp che Carige ha ancora in pancia, Mincione si è invece auspicato “l’intervento di soggetti preposti” alla gestione delle poste deteriorate, “qualcuno tipo Sga”. 

Nessuna intenzione, infine, di promuovere un’azione di responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno condotto la banca al commisariamento imposto da Bce. “Non sono per l’azione di responsabilita, ma per la responsabilità. Mi sembra che le iniziative di questo tipo non abbiano portato a nulla e che la strada non abbia condotto da nessuna parte. E poi, contro chi bisognerebbe promuoverle, queste azioni? B.Carige”, ha ammesso, “è una banca che ha un passato così tormentato che chiunque sia arrivato via via ha sempre dovuto inseguire e cercare di mettere a posto cose che già non funzionavano. Mi sembra comunque che i responsabili iniziali siamo stati già puniti”, ha aggiunto, riferendosi alla lunga gestione dell’istituto sotto l’ex dominus Giovanni Berneschi. “Forse sarebbe servito un po’ di buonsenso in più da parte degli azionisti che allora gestivano l’istituto: una banca è un animale in movimento e quindi facilmente può prendere una direzione sbagliata se non viene governata bene”. 

ofb 

 

(END) Dow Jones Newswires

February 13, 2019 07:59 ET (12:59 GMT)

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