Banca Etruria, risparmiatori ingannati: risarciti 8 clienti su 10

di Valentina Errante il messaggero.it 18.2.19

Risparmiatori truffati. La conferma che i clienti di Banca Etruria ignorassero di avere investito i propri risparmi in titoli ad altissimo rischio emerge con chiarezza dal report sugli arbitrati dell’Anticorruzione: oltre l’84 per cento è andato a buon fine. Ossia la maggior parte delle persone, che aveva visto sparire i propri risparmi dopo il decreto del 2015 e ha presentato ad Anac l’istanza per accedere al Fondo di solidarietà, ha ottenuto il denaro. Una dimostrazione implicita che i clienti di Etruria non erano stati informati sul livello di rischio del proprio investimento. Su 588 istanze, esaminate al 1 febbraio, 495 sono andate a buon fine.

Così, mentre tra le polemiche Lega e Movimento Cinquestelle provano a rendere esecutive, con un primo decreto al quanto restrittivo, le promesse fatte a oltre 300mila soci e azionisti subordinati che hanno perso i risparmi investiti in Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, chi ha deciso di rivolgersi all’Anac, abbandonando il proposito di promuovere un’azione risarcitoria nei confronti delle banche, ha avuto la meglio.

Del resto anche le indagini della magistratura hanno portato a processi (ancora in corso) che vedono sul banco degli imputati i dirigenti dell’ex Popolare, accusati di non avere informato i clienti sul tipo di investimento e di avere destinato titoli tossici a chi non avrebbe mai dovuto acquistarli. Percentuali più basse, intorno al 75 per cento, invece, le istanze dei risparmiatori di Cassa di risparmio di Ferrara andate a buon fine. L’ex popolare aveva una diffusione meno capillare sul territorio e il numero di clienti era inferiore. Ma è più bassa anche la percentuale di indennizzi riconosciuti. Significa che non tutti quelli che hanno visto sparire i soldi investiti non fossero stati informati.

LE CIFRE
Sono soltanto 75 su 588 le richieste degli ex clienti di Banca Etruria rigettate dai collegi arbitrali di Anac. Sui 18 milioni e 95mila euro richiesti a partire dal 2018, l’Autorità Anticorruzione ha riconosciuto un importo di 14 milioni 125mila euro. I rigetti sono stati 75 in tutto, per un totale di un milione e 900mila euro, mentre sono 16 i casi di inammissibilità, per un totale di 401.739 euro. L’acceso al Fondo di solidarietà è stato valutato dall’Autorità di Raffaele Cantone in base al grado di istruzione dei singoli risparmiatori e al tipo di investimento. Anche per Carife, la percentuale di rimborsi è alta, ma non allo stesso modo, significativa. Ad avanzare richiesta di rimborso dei soldi svaniti sono state in tutto 251 persone, per un totale di 5 milioni 662.894 euro. Per 189 risparmiatori, la procedura è andata a buon fine con un riconoscimento.

I PROCESSI
Lo scorso gennaio il pm Arezzo Iulia Maggiore ha chiesto tredici condanne. Tra gli imputati, per truffa aggravata nei confronti dei risparmiatori, ci sono gli ex dirigenti di Banca Etruria che avrebbero pressato i direttori di filiale per vendere al pubblico indistinto le obbligazioni subordinate. Agli atti c’è una circolare interna che stabiliva che quei titoli non fossero più destinati agli investitori istituzionali e tra le testimonianze in aula anche quelle dei promotori finanziari, che hanno riferito come da Etruria venissero indotti a piazzare i titoli ad alto rischio senza rispettare le norme previste dal Testo unico bancario, che prevede l’obbligo di informare i clienti sui rischi degli investimenti. Secondo la procura quell’ordine partiva proprio dal vertice della Banca, finito intanto a processo per bancarotta fraudolenta.