Processo Formigoni: la Cassazione riduce la condanna, ma l’ex governatore va in carcere

repubblica.milano.it 21.2.19

La decisione dei giudici supremi dopo quasi sei ore di camera di consiglio. In appello il Celeste era stato a sette anni e mezzo per l’accusa di corruzione riferita al scandalo Maugeri

Dopo quasi sei ore di camera di consiglio i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna definitiva per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni riducendo la pena a cinque anni dieci mesi. La decisione dei supremi giudici, a questo punto, nonostante la riduzione di pena, porterà Formigoni in carcere.

L’accusa: “Confermare i 7 anni e mezzo”. Ad avviso del pg, da parte di Formigoni c’è stato un “sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione”. Il pg ha anche ricordato che la corruzione ha riguardato un giro di oltre 61 milioni di euro e circa 6 milioni di utilità sono arrivati “in vari flussi e forme” a Formigoni. Per questo, ha concluso, la condanna a 7 anni e mezzo in Appello (ben più alta di quella del primo grado che era stata di sei anni) è da confermare: “Tenuto conto – ha aggiunto Birritteri – del suo ruolo e con riferimento all’entità e alla mole della corruzione, è difficile ipotizzare una vicenda di pari gravità”. E ha aggiunto: “Evitiamo che la legge possa essere calpestata con ‘grida manzoniane'”.

La difesa: “Nessuna prova”. Assoluzione o, in alternativa, annullamento della condanna di secondo grado con rinvio alla Corte di Appello per calcolare la prescrizione: è stata la richiesta avanzata dall’avvocato Franco Coppi. Si dice che “Formigoni va in barca, che è invitato in vacanza ma nessuno è riuscito a dimostrare la riconducibilità di un singolo atto di ufficio a queste ‘utilità’ – ha detto nel corso dell’arringa – Nessuno sa che cosa è stato chiesto a Formigoni, e nessuno sa per quale cosa è stata corrisposta quella utilità”.

In 4 ricorrevano contro il verdetto emesso il 19 settembre 2018 dalla Corte d’appello di Milano: l’ex manager della Maugeri Costantino Passerino (7 anni e 7 mesi in secondo grado), l’imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi) e Carla Vites (assolta) che ricorreva per avere una diversa formulazione di proscioglimento.