COLLEZIONISTI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI! UNICREDIT METTE IN VENDITA IL SUO PATRIMONIO ARTISTICO – SONO 60MILA OPERE: TINTORETTO, ANDY WARHOL, DE CHIRICO, GUTTUSO. IL SETTORE NON È PIÙ CONSIDERATO STRATEGICO E MUSTIER CON IL RICAVATO VUOLE FINANZIARE IL “SOCIAL IMPACT BANKING”, OVVERO FINANZIAMENTI A PERSONE E IMPRESE CHE ABBIANO UN IMPATTO SULLA SOCIETÀ

dagospia.com 22.2.19

Francesco Rigatelli per “la Stampa”

 

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Unicredit mette in vendita la sua collezione d’ arte. Si tratta di 60mila opere, da Tintoretto ad Andy Warhol, da De Chirico a Guttuso, entrate in possesso del gruppo via via che si è formato acquisendo banche in Italia e all’ estero.

 

L’ operazione, voluta dall’ ad Jean Pierre Mustier in persona, è funzionale a reinvestire il ricavato della vendita nel Social impact banking, ovvero a identificare, finanziare e promuovere persone e imprese che possono avere un impatto sociale positivo.

 

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«In Unicredit – spiega Mustier – siamo orgogliosi del fatto che tutte le nostre azioni siano guidate da un forte senso etico, basato su valori chiari. Uno di questi è l’ importanza di sostenere le comunità in cui opera la banca. La nostra iniziativa Social impact banking ha finora ottenuto ottimi risultati in Italia e ora la stiamo estendendo ad altri mercati, con lo stesso scopo di guardare oltre i ritorni economici per ottenere un impatto positivo sulla società. Avvieremo un graduale processo di vendita delle nostre collezioni d’ arte per sostenere questa iniziativa, donando alcune opere ai musei locali e investendo su giovani artisti».

JEAN PIERRE MUSTIERJEAN PIERRE MUSTIER

 

Unicredit intanto ha approvato 72,9 milioni di euro di finanziamenti per il progetto, di cui 32,6 milioni per 31 operazioni di impact financing e 40,3 milioni per 2.050 prestiti di microcredito. Di questi circa 50 milioni dovrebbero venire dalle prime cessioni del patrimonio artistico, che comprende anche molte opere austriache e tedesche. Gradualmente l’ iniziativa sociale verrà estesa ad altri dieci mercati del gruppo: Germania, Austria, Serbia, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Turchia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bosnia ed Erzegovina.

 

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La decisione di cedere le opere d’ arte è stata presa perché il settore non viene più considerato strategico dalla banca, che ha pensato ad un uso migliore del valore della collezione. Il Social impact banking mira infatti a generare sia ritorni economici dagli investimenti sia un più diffuso benessere sociale ed oltre a fornire credito a progetti e organizzazioni esclusi dai tradizionali servizi bancari consente a Unicredit di dare consulenza a chi ne ha bisogno. Tra questi vanno contati anche i 16mila studenti cui è stata offerta una lezione economica.

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