Volksbank: non studia da Superpopolare ma non chiude porta a risiko (fonte)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Noi non ci siamo”. Con queste parole una fonte apicale di Volksbank, la banca popolare dell’Alto Adige, chiude la porta a un suo possibile coinvolgimento nel progetto di aggregazione tra banche popolari: un tema che sta tenendo banco sia in Assopopolari che in Banca d’Italia. In un recente incontro in Via Nazionale la banca centrale ha infatti dichiarato di vedere con favore le banche popolari e 

le ha esortate a lanciare iniziative che mettano in sicurezza gli istituti cooperativi che ne hanno bisogno. 

Il meeting, di carattere operativo, è stato funzionale a esplorare possibili strade per fornire una sorta di paracadute agli 

istituti cooperativi che si trovano in difficoltà. Assopopolari ha fornito la sua ricetta, insieme a Kpmg, per indicare soluzioni a livello sistemico utili a rafforzare la solidità di tali banche, legate a doppio filo col territorio, e la loro capacità di sostenere l’economia locale. 

Al centro l’ipotesi di adottare un sistema di tutela istituzionale, o 

Ips, uno strumento per mettere in sicurezza gli anelli più fragili della 

categoria e preservare il mantenimento dell’autonomia e della governance 

cooperativa. Si tratta di patti di reciproca garanzia “personalizzabili” 

che possono riunire due o più banche in base a obiettivi ed esigenze 

comuni. Garanzie che verranno adottate solo in caso di assenso delle 

singole banche. Se questa è la linea di Assopopolari c’è chi non esclude la possibilità di un progetto più ampio di aggregazione con una superpopolare che diverrebbe un nuovo polo bancario in grado di competere sul suolo nazionale. Le modalità sono ancora da chiarire, fatto sta che le resistenze a livello locale sono fortissime. 

Se Volksbank si è ufficiosamente sfilata da questo progetto, il Piano industriale 2019-2021, appena licenziato non esclude a priori ipotesi di crescita per linee esterne. La Banca Popolare dell’Alto Adige guidata dal d.g. Johannes Schneebacher punta a incrementare le quote di mercato e, sebbene confermi la sua mission di banca regionale del territorio e la sua capacità di proseguire su un percorso “stand alone”, non esclude ipotesi alternative qualora fossero vantaggiose per gli azionisti. 

Più nel dettaglio il business plan “continua a puntare sul modello di 

business di banca regionale profondamente radicata nel Nord-Est. La 

strategia prevede una crescita sulla base di quanto già realizzato negli 

anni passati, quando la banca ha ampliato il suo raggio d’azione e la sua 

dimensione con nuove filiali nel Nord-Est e l’incorporazione del Gruppo 

Banca Popolare di Marostica. L’acquisizione di nuove quote di mercato nel 

bacino di utenza attuale, attraverso una crescita solida e sana, intende 

sfruttare le opportunità di mercato”, spiega una nota. 

Entro fine 2021, Volksbank punta a raggiungere un utile netto cumulato 

di 150 milioni di euro, mantenendo nel contempo il payout intorno al 40% 

salvo diverse indicazioni regolamentari. Inoltre, sul fronte della 

redditivitá attesa, la banca intende raggiungere un Rote superiore al 6%, 

trainato dalla crescita di commissioni nette e margine d’interesse. 

Volksbank punta inoltre a incrementare quote di mercato e volumi e a ridurre i costi (cost/income sotto il 60%). Questo obiettivo è da raggiungere principalmente attraverso l’efficientamento dei processi, certo è che una fusione potrebbe facilmente aumentare le quote di mercato e ridurre i costi grazie a economie di scala. Al momento sul tavolo non c’è nulla di avviato, ma complice lo scenario internazionale e la spinta dei regolatori al consolidamento il vecchio progetto di fusione con Sparkasse (la cassa di risparmio di Bolzano) potrebbe essere valutato sotto una nuova luce. 

cce 

 

(END) Dow Jones Newswires

February 22, 2019 05:25 ET (10:25 GMT)