Risparmiatori traditi da Veneto Banca: arrivano nuove denunce. E i truffati bussano a Intesa San Paolo

CRISTINA PASTORE la stampa.it 25.2.19

La difesa punta a spostare il dibattimento da Treviso a Verbania

Difficile reperire un’aula adeguata all’interno del tribunale di Verbania per contenere – se decideranno di esserci con i loro avvocati – tutti gli imputati e tutte le parti offese, che sono una prima tranche di risparmiatori traditi da Veneto Banca, all’udienza preliminare fissata per il 15 maggio dal Gip Beatrice Alesci. La richiesta di rinvio a giudizio per truffa aggravata ha riguardato 41 persone. Si va dai vertici dell’istituto di Montebelluna – e dunque l’amministratore delegato Vincenzo Consoli, il condirettore generale Mosè Fagiani, il compliance officer Massimo Lembo (incaricato di supervisionare il rispetto della struttura alle regole interne ed esterne) e Cataldo Piccarreta, direttore del mercato Italia – a dirigenti e impiegati delle filiali di Verbania, Domodossola, Cannero, Cannobio, Gravellona, Villadossola, Druogno e Dormelletto.

La catena di comando

Dei 43 a cui era stata notificata ad agosto la chiusura indagini, solo due hanno avuto l’archiviazione. Sono Luigino Rigato, responsabile delle risorse umane per la direzione territoriale Nord Ovest, e Piero Cranna, direttore della filiale di Suna. Il pm Sveva De Liguoro ha riconosciuto le loro posizioni come marginali all’interno di quella catena di comando attraverso cui passavano le disposizioni di rastrellare i risparmi dei clienti e convertirli in azioni della banca. Un disegno attuato dal 2011 al 2016 nella consapevolezza della fragilità finanziaria dell’istituto di credito e nascondendo il rischio di tale investimento ai correntisti. Tra loro – ma è solo un esempio dei 139 episodi di truffa contestati – una signora, classe 1924, di Miazzina. La si è convinta a mettere nei titoli, che da lì a poco sarebbero valsi pochi centesimi, 330 mila euro.

LEGGI ANCHE – Truffa con le azioni Veneto Banca: l’indagine potrebbe allargarsi

Anche un’anziana coppia, a cui all’agenzia di Cannero sono state fatte sottoscrivere azioni per oltre 500 mila euro, è tra le 44 parti offese di quello che si profila essere il primo di una serie di processi basati sulle medesime modalità operative che all’esame del pm De Liguoro sono apparse da subito viziate da violazioni alla normativa in vigore in ambito bancario. Il riscontro lo ha avuto la guardia di finanza con un’indagine avviata due anni e mezzo fa, quando in procura cominciarono a essere presentate le prime denunce. Da allora non si sono più fermate, tanto che hanno raggiunto un numero con cui si sta già istruendo un secondo procedime nto. 

Con i cittadini

Altre segnalazioni continuano ad arrivare alle associazioni consumatori, come il Movimento difesa del cittadino di Verbania, che – con gli avvocati Clarissa Tacchini e Matteo Moschini – affianca i risparmiatori in grado di dimostrare di essere stati raggirati dai funzionari di banca di cui si fidavano. Obiettivo dei legali che puntano a ottenere risarcimenti per i loro assistiti sarà chiamare in causa quale responsabile civile chi può essere solvibile: Intesa San Paolo, subentrata nel giugno 2017 nella residua parte sana di Veneto Banca, messa in liquidazione coatta. Già il tribunale di Roma aveva riconosciuto questo passaggio nel processo contro i top manager dell’istituto veneto imputati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, prima che il procedimento fosse trasferito a Treviso.

La carta dell’incompetenza territoriale è probabile sarà quella che cercheranno di giocare alcuni difensori degli imputati: Tiziana Ariola, Cristina Barbaglia, Monica Battistin, Marco Berra, Enrico Bertarelli, Monica Bertuol, Maria Grazia Borsani, Christian Bottacchiari, Fabio Buetto, Madiana Campra Zigliani, Simona Caretti, Daniela Carmine, Maria Catalano, Diana Cesarone, Andrea Colongo, Laura Corti, Marco De Rosa, Giorgio Empoli, Paola Figini, Eliana Fortis, Anna Germanà, Luigi Lorenzini, Daniela Macri, Francesca Marconi, Giorgio Monsciani, Claudia Piretti, Mara Ratti, Roberto Riva, Franco Rocca, Carlo Rondi, Roberto Semprini, Valerio Tallini, Marco Tudisco, Maurizio Tumino, Alberto Vanzulli, Paolo Vietti, Silvia Zanzi.

La pubblica accusa punterà invece per mantenere a Verbania il processo scaturito dalla sottoscrizioni di contratti avvenuti nelle agenzie territoriali e qualche volta con il funzionario di banca, che – senza poterlo fare – per ottenere la firma si recava a domicilio delle vittime.