Giro di valzer alla Cr Alessandria

lospiffero.com 28.2.19

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Si profila una successione in casa al vertice della fondazione. L’attuale direttore Sovico potrebbe prendere il posto di Taverna che però rimarrebbe come presidente “onorario” per poi rientrare successivamente. Sotto l’occhio vigile di Palenzona

Il direttore che diventa presidente e il presidente che resta tale sia pure “onorario” potendo continuare a sedere del consiglio di amministrazione. Il valzer delle poltrone nella Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sembra avere il suo carnet già scritto, pronto forse già per il prossimo 15 marzo quando potrebbe riunirsi il board della cassaforte mandrogna chiamata a rinnovare la sua presidenza.

Entro aprile si deve, infatti, concludere il secondo e non più rinnovabile mandato di Pierangelo Taverna al vertice della fondazione dal 2009 e dopo mesi in cui si sono rincorsi diversi nomi per la sua successione, incominciando da quello di Fabrizio Palenzona, la soluzione che circola nella maniera la più riservata possibile nelle austere sale dello storico palazzo di Piazza della Libertà arrivando sottovoce in più spartane stanze della politica cittadina suscitando reazioni differenti, pare connotarsi di due caratteristiche di non poco conto: essere tutta interna all’istituzione e a dir poco all’insegna della continuità.

Lo schema più accreditato, ma non immune da possibili soprese dell’ultimo momento, prevede che l’attuale direttore generale Pier Luigi Sovico, lasci a brevissimo la potente poltrona di grand commis, senza peraltro restare senza un’altra e senza neppur dover uscire dal palazzo. Avvocato, classe 1943, una carriera incominciata da impiegato nella Cassa di Risparmio di Alessandria di cui arriverà ad essere il vicedirettore generale, dal 2005 al vertice operativo della fondazione, Sovico entrerebbe nel cda al posto di Taverna e, forse già nella stessa seduta, verrebbe nominato al vertice della fondazione.

Una scelta, quella che cadrebbe sull’attuale direttore (il cui figlio è stato recentemente assunto dalla società Palazzo del Governatore, braccio strumentale della fondazione) certamente arrivata dopo la definitiva uscita di scena dal novero dei papabili di Big Fabrizio. E dire che era stato proprio Taverna alla fine dello scorso anno ad annunciare pubblicamente: “A prendere il mio posto sarà Fabrizio Palenzona”. Era il periodo in cui il risico per l’Acri e altre poltrone importanti era ancora aperto e la fondazione alessandrina sarebbe tornata utile a Furbizio. Il quale, secondo rumors, non avrebbe tuttavia gradito troppo quell’investitura da parte di Taverna, forse per l’occasione, forse per i tempi.

Sta di fatto che sulla strada lasciata sgombra dal camionista di Tortona, Taverna avrebbe avviato il suo direttore generale. Una scelta in continuità si direbbe in casi come questo. Ancor di più se si tiene conto di un’innovazione introdotta nello statuto e chi riguarda i presidenti emeriti. Di ex, dopo la scomparsa anni fa di Gianfranco Pittatore, c’è solo Taverna. Il quale, in virtù di quell’articolo 20, potrà essere nominato presidente onorario e in base a questo titolo continuare a sedere del board, pur senza diritto di voto, ma ovviamente di parola.

Chi pensa male la vede eccome la continuità. E chi non rinuncia a disegnare scenari che si spingono più avanti, spiega pure che Taverna nella sua nuova veste oltre magari a poter rappresentare la fondazione in enti e società collegati, alla fine del mandato di Sovico potrebbe tornare a fare il presidente. Senza quel titolo onorifico che, tuttavia, ora gli consentirà di rimanere nella stanza dei bottoni della cassaforte alessandrina.

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Il direttore che diventa presidente e il presidente che resta tale sia pure “onorario” potendo continuare a sedere del consiglio di amministrazione. Il valzer delle poltrone nella Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sembra avere il suo carnet già scritto, pronto forse già per il prossimo 15 marzo quando potrebbe riunirsi il board della cassaforte mandrogna chiamata a rinnovare la sua presidenza.

Entro aprile si deve, infatti, concludere il secondo e non più rinnovabile mandato di Pierangelo Taverna al vertice della fondazione dal 2009 e dopo mesi in cui si sono rincorsi diversi nomi per la sua successione, incominciando da quello di Fabrizio Palenzona, la soluzione che circola nella maniera la più riservata possibile nelle austere sale dello storico palazzo di Piazza della Libertà arrivando sottovoce in più spartane stanze della politica cittadina suscitando reazioni differenti, pare connotarsi di due caratteristiche di non poco conto: essere tutta interna all’istituzione e a dir poco all’insegna della continuità.

Lo schema più accreditato, ma non immune da possibili soprese dell’ultimo momento, prevede che l’attuale direttore generale Pier Luigi Sovico, lasci a brevissimo la potente poltrona di grand commis, senza peraltro restare senza un’altra e senza neppur dover uscire dal palazzo. Avvocato, classe 1943, una carriera incominciata da impiegato nella Cassa di Risparmio di Alessandria di cui arriverà ad essere il vicedirettore generale, dal 2005 al vertice operativo della fondazione, Sovico entrerebbe nel cda al posto di Taverna e, forse già nella stessa seduta, verrebbe nominato al vertice della fondazione.

Una scelta, quella che cadrebbe sull’attuale direttore (il cui figlio è stato recentemente assunto dalla società Palazzo del Governatore, braccio strumentale della fondazione) certamente arrivata dopo la definitiva uscita di scena dal novero dei papabili di Big Fabrizio. E dire che era stato proprio Taverna alla fine dello scorso anno ad annunciare pubblicamente: “A prendere il mio posto sarà Fabrizio Palenzona”. Era il periodo in cui il risico per l’Acri e altre poltrone importanti era ancora aperto e la fondazione alessandrina sarebbe tornata utile a Furbizio. Il quale, secondo rumors, non avrebbe tuttavia gradito troppo quell’investitura da parte di Taverna, forse per l’occasione, forse per i tempi.

Sta di fatto che sulla strada lasciata sgombra dal camionista di Tortona, Taverna avrebbe avviato il suo direttore generale. Una scelta in continuità si direbbe in casi come questo. Ancor di più se si tiene conto di un’innovazione introdotta nello statuto e chi riguarda i presidenti emeriti. Di ex, dopo la scomparsa anni fa di Gianfranco Pittatore, c’è solo Taverna. Il quale, in virtù di quell’articolo 20, potrà essere nominato presidente onorario e in base a questo titolo continuare a sedere del board, pur senza diritto di voto, ma ovviamente di parola.

Chi pensa male la vede eccome la continuità. E chi non rinuncia a disegnare scenari che si spingono più avanti, spiega pure che Taverna nella sua nuova veste oltre magari a poter rappresentare la fondazione in enti e società collegati, alla fine del mandato di Sovico potrebbe tornare a fare il presidente. Senza quel titolo onorifico che, tuttavia, ora gli consentirà di rimanere nella stanza dei bottoni della cassaforte alessandrina.