Palazzo Repeta da oggi messo in vendita da ex BPVi che lo acquistò da Bankitalia. Ma per Bene Banca…

Palazzo Repeta a Vicenza ceduta da Bankitalia a BPVi e ora in vendita

Palazzo Repeta a Vicenza ceduta da Bankitalia a BPVi e ora in vendita
Palazzo Repeta a Vicenza, che fa parte del patrimonio immobiliare “non strategico” della ex Banca Popolare di Vicenza tramite Immobiliare stampa spa, da oggi è in vendita da parte della liquidazione che ha attivato la procedura ufficiale per la cessione dopo che il patrimonio strategico e funzionale delle due ex Popolari venete è passato per un euro ad Intesa Sanpaolo.
A vendere Palazzo Repeta alla banca di Zonin fu Bankitalia, che dopo anni di giri a vuoto e mancato interesse, lo piazzò a prezzo più che pieno, 9.3 milioni di euro, effetto di un rilancio rispetto alla base d’asta di 9 mln con BPVi partecipante unica all’asta stessa a riprova di un investimento immobiliare milionario non strategico ma non attenzionato né sanzionato dalla vigilanza visto che era un cespite della stessa banca centrale. Conflitto di interessi? Mah…
Trattamento ben diverso fu riservato ai vertici di Bene Banca deposti con il noto commissariamento (commissario ne divenne un uomo legato alla Popolare vicentina, Giambattista Duso, che era l’ad di Marzotto Sim partecipata al 9.8% da Banca Popolare di Vicenza a cui affidò la… cassa) preventivo, predittivo e prognostico di una banca in salute, vertici ai quali fu contestato l’acquisto di Villa Pejrone a Cuneo (oltre 1.000 mq in centro sul famoso belvedere di Viale Angeli) in sede di asta pubblica nella procedura di esecuzione forzata al prezzo ribassato di Euro 3.375.000 contro un valore di perizia del CTU di 4.600.000.
L’operazione era finalizzata all’insediamento di una filiale mediante apertura di nuova unità operativa – da autorizzarsi da Bankitalia – oppure mediante trasferimento di altra filiale già insediata nel territorio cuneese – operazione quest’ultima passibile di sola segnalazione alla vigilanza e non vincolata alla preventiva autorizzazione.
Ma l’operazione fu così criticata da Banca d’Italia da inserirla tanto nelle asserite criticità, che hanno indotto il Direttorio dapprima a proporre al MEF il commissariamento, e successivamente da autorizzare un’azione di responsabilità per asseriti danni che recentemente, da documenti ufficiali prodotti in giudizi avanti il Tribunale di Cuneo dalla stessa Bene Banca, si è appreso essere stata intentata “soprattutto per motivi reputazionali che hanno indotto la Banca d’Italia ad approvarla ed autorizzarla“.
Peccato che si tratti – a detta di molti esperti del settore – della villa in stile Liberty più bella di Cuneo, per la quale un noto immobiliarista a suo tempo aveva proposto agli ex vertici di consegnare la nuova filiale a piano terra chiavi in mano alla banca contro acquisto dei piani nobili al medesimo prezzo di aggiudicazione.
In buona sostanza Bene Banca avrebbe potuto beneficiare di una filiale di prestigio nel capoluogo cuneese a costo zero; invece per Bankitalia l’investimento era scellerato tanto da indurre Palazzo Koch dapprima a commissariare una banca in salute (perché per le “doti predittive e prognostiche” secondo la acuta vigilanza Bene Banca era indirizzata verso una probabile futura crisi) e successivamente intentare una milionaria azione di responsabilità, tuttora sub judice, per motivazioni che adesso risultano essere state, per diretta affermazione del Legale dell’attrice, “reputazionali”.
Beh una bella disparità di trattamento …
Vedremo adesso a quale prezzo verrà ceduto Palazzo Repeta, immobile non strategico per Intesa, che quindi non l’ha acquisito come contropartita del famoso euro “pagato” per le due ex popolari venete, ma con acquisto a suo tempo effettuato da Zonin e benedetto dalla vigilanza.
Con tutta evidenza le doti “predittive e prognostiche” di Bankitalia non hanno funzionato a Vicenza almeno per Palazzo Repeta, o meglio trattandosi di un cespite dello stesso Palazzo Koch venduto a prezzo pieno, gli occhi parrebbero rimasti rigorosamente chiusi.
I proverbiali 2 pesi e 2 misure di Banca d’Italia.
Silvano Trucco, ex dg di Bene Banca

 

I LIQUIDATORI VENDERANNO LA SOCIETÀ IMMOBILIARE STAMPA. ALLA FINESTRA LONESTAR, APOLLO E BLACKSTONE. AD APRILE LE OFFERTE

Al via oggi la gara per gli immobili delle ex Venete

di Luca Gualtieri, da MF dell’1 marzo 2019

Parte la cessione del pacchetto di immobili della ex Popolare di Vicenza, l’istituto messo in liquidazione nel 2017 con l’intervento di Intesa Sanpaolo sugli asset in bonis. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a ore dovrebbe essere pubblicato l’avviso di vendita della società Immobiliare Stampa, la controllata di Bpvi attiva nel real estate. Il processo, gestito dall’advisor Vitale&Co, prevede che le manifestazioni interesse arrivino per il 13 marzo, mentre per metà aprile sono attese le offerte non vincolanti con l’obiettivo di arrivare alla fine entro il primo semestre. L’obiettivo dei liquidatori è vendere in blocco un pacchetto che comprende pezzi di assoluto rilievo: oltre alle prestigiose sedi di Milano e Roma della ex Popolare di Vicenza, nel portafoglio ci sarebbero anche Palazzo Thiene, quartier generale rinascimentale dell’istituto berico, Palazzo Repeta e Palazzo Negri, insieme a filiali in zone di lusso come quella che Bpvi aveva in Largo del Tritone, nel centro storico di Roma. Bisogna peraltro ricordare che una parte del patrimonio immobiliare è finita a Intesa Sanpaolo nell’ambito del processo di salvataggio. Si è trattato soprattutto degli immobili strumentali, organici cioè all’attività bancaria. Intesa si è aggiudicata anche gran parte degli asset della ex Veneto Banca: tra questi c’è villa Spineda, storica sede dell’istituto trevigiano, e il centro direzionale dell’istituto alle porte di Montebelluna. Già nelle scorse settimane peraltro i liquidatori hanno concluso un altro deal immobiliare di rilievo, cioè la cessione a Fineco per circa 70 milioni dell’immobile milanese di piazza Durante, già sede legale della banca online di Unicredit. Oltre agli immobili, è in dirittura d’arrivo la dismissione di Farbanca, l’istituto operativo dal 1999 specializzato nel settore della farmacia. La storia recente di Farbanca è travagliata: comprato nel 2007 dalla Popolare di Vicenza, l’istituto è tornato in vendita l’anno scorso con la liquidazione della banca berici. Il primo cavaliere bianco è stato il gruppo China Cefc, che però, complici le difficoltà registrate a Pechino, ha interrotto le trattative prima dell’estate, quando il processo di cessione è stato riaperto sotto la regia di Mediobanca. Ora la Popolare di Sondrio starebbe trattando in esclusiva l’acquisto che le permetterebbe di entrare in una nicchia particolare dell’offerta bancaria, che potrebbe rivelarsi particolarmente interessante nei prossimi anni.