Uno dei truffati veneti è angosciato: eravamo in sei, ora solo quattro vivi e per gli indennizzi c’è un… fantastiliardo

La protesta a Vicenza contro Lega e M5S dei soci truffati ma censurati

La protesta a Vicenza contro Lega e M5S dei soci truffati ma censurati

Egregio direttore, i fatti di questo ultimo periodo mi hanno spinto a scriverle; nella mia famiglia siamo stati truffati in 6 da una delle due banche venete, ora siamo solo in 4 in quanto nel 2010 è venuta a mancare mia sorella disabile al 100% e nel 2012 mia madre.

Abbiamo visto sparire tutti i nostri risparmi nonostante i funzionari della banca ci avessero proposto il diventare soci come un investimento sicuro, perché la banca non era quotata in borsa, la banca non poteva fallire per legge e quindi potevamo stare tranquilli e comunque in qualsiasi momento avessimo voluto disinvestire, entro pochi giorni avremmo potuto riavere i nostri soldi in conto.

Come sono andate le cose ormai lo sappiamo, ma il fatto di non sapere come andranno a finire ci fa vivere in uno stato di angoscia continuo. Speriamo sempre che qualcosa possa cambiare, che qualcuno trovi una strada semplice per farci riavere i nostri risparmi. Ormai siamo stanchi di tante promesse sempre disattese dalla politica. Siamo stanchi di partecipare a riunioni di associazioni che un giorno cantano vittoria su presunti ristori / risarcimenti / indennizzi che reputo offensivi e men che meno dignitosi.

Noi ci siamo rifiutati di aderire all’offerta di transazione perché la ritenevamo ingiusta, perché non siamo soci storici, abbiamo acquistato ad un prezzo medio di 39 euro e accettarne solo 6 sarebbe stato umiliante. Abbiamo subito una rapina ordita da chi doveva proteggere e garantire nostri progetti, i nostri sogni, il nostro futuro, la nostra vecchiaia.

Non sarà l’accettazione di un’elemosina a cambiare le nostre sorti. Abbiamo lavorato con orgoglio e abbiamo rinunciato a tanto per accantonare i nostri risparmi e non siamo disposti ad accettare queste proposte indecenti e queste continue prese in giro.

L’anno scorso in questo periodo ci sono state le elezioni politiche e sembrava che tutti i politici, a partire dal nostro attuale Presidente del Consiglio in testa, volessero veramente trovare una soluzione giusta a questa grave situazione.

In un anno poco o nulla è cambiato. Ora ci sono le elezioni europee e torniamo a vedere le solite passerelle già viste, sentiamo ancora la falsa vicinanza dei politici che pur di non perdere consensi continuano con la loro falsa attenzione alla nostra causa.

Ecco allora che addirittura due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il nostro Governatore del Veneto, Luca Zaia, vengono ad incontrare i truffati, ma non tutti, solo quelli ammessi, o meglio quelli che non protestano, che non hanno cartelli o gilet gialli. Il 9 febbraio doveva essere il giorno della presentazione del primo decreto attuativo, in realtà è stata solo una passerella politica.

Mio padre quest’anno compirà 92 anni e mio suocero 90, come posso spiegare a loro che devono portare pazienza, che la politica ha i suoi tempi e che prima o poi arriveremo ad una soluzione e che non dovranno preoccuparsi?

Quello che più mi fa arrabbiare è questo continuo temporeggiare soporifero sia della politica che di alcune associazioni dei truffati, che con i veneti, ma per fortuna non tutti, sembra funzionare. Ormai hanno convinto i risparmiatori che il 30% con massimo 100.000 euro promesso è un grande risultato storico, ma in realtà di storico c’è solo la sicura perdita del restante 70% (che probabilmente sarà il 100%).

Fino a poco tempo fa ci dicevano che il 30% sarebbe stato solo un acconto e che poi avremmo avuto molto ancora. Ora non se ne parla più. La dotazione del fondo che inizialmente era di 100 milioni, poi è diventata di 1500 con poi un’altra aggiunta di altri mille… probabilmente saremmo arrivati ad un fantastiliardo se non fosse che è intervenuta la Comunità Europea dicendoci che tutto questo è semplicemente “fantastico”.

Facendo il punto della nostra situazione:

come parti civili non si otterrà nulla

con l’insinuazione al passivo nulla

dalla Consob nulla

dalla Banca d’Italia nulla

dalle società di revisione nulla

dal fondo di indennizzo dei risparmiatori (FIR) nulla

da Banca Intesa, che ha ottenuto la protezione dal precedente governo contro le cause legali, nulla

probabilmente i responsabili di questa truffa colossale non pagheranno nulla.

Qualcuno (Andrea Arman) sta invocando San Nicola possiamo proprio stare sereni.

Vorrei fare un appello ai truffati di non vergognarsi e di non farsi più prendere in giro da nessuno.

Cordialmente

Daniele Pincin