La doppia vita di Gucci

Di Anna Bernasconi, RSI – Falò 2.3.19

Veduta angolare di uno stabile di uffici situato in un contesto di campagna, senza insegne
La “anonima” sede di Cadempino, nella quale si realizza l’80% degli utili di tutto il gruppo Kering(RSI-SWI)

Gucci lascia la Svizzera italiana, almeno in parte. La notizia è di qualche mese fa: il gruppo Kering (cui la prestigiosa griffe appartiene) ha annunciato il trasferimento di 150 posti di lavoro verso l’Italia. Cosa c’è dietro? E cosa significa per il Canton Ticino? 

La decisione è legata principalmente all’offensiva che Francia e Italia hanno lanciato nei confronti del gruppo. Roma e Parigi hanno dichiarato guerra ai vantaggi fiscali di cui l’azienda gode stando in Svizzera. E sembrano esserci riuscite. 

Il settimanale della RSI FalòLink esterno ha deciso di approfondire come è stata concepita e messa in opera la strategia che ha portato la grande casa di moda nella Svizzera italiana.

Ne esce un’architettura finanziaria spregiudicata, che ha permesso guadagni miliardari.

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Una strategia che sembra ora arrivata al capolinea. Questo naturalmente significa minori entrate, consistenti, per l’erario ticinese, e ci si chiede se altri gruppi del settore moda potrebbero essere indotti a lasciare il Sud delle Alpi.

Ospite in studio, per commentare il servizio, il direttore della Divisione dell’economia del Cantone Ticino Stefano Rizzi. La risposta della Divisione cantonale delle contribuzioni è invece disponibile sulla pagina web di FalòLink esterno.