FINANZA E POLITICA/ Le manovre per prepararci a un Governo calato dall’alto

Sono tante in questo periodo le dichiarazioni sull’Europa e l’Italia, ma ci sono dei numeri che contano molto di più e che occorre aver presente

03.03.2019 – Giovanni Passali ilsussidiario.net

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea (Lapresse)

Certo che l’impegno mediatico per farci digerire Cottarelli a colazione, pranzo e cena è davvero intenso. Non bastano le numerose comparsate sui canali Rai, ora lo ritroviamo pure all’incontro di presentazione del libro di Alesina e Giavazzi intervistato dai tipi di WallStreetItalia. E già che c’erano hanno intervistato pure Alesina. Tema delle interviste? Il solito: quanto è bello l’euro, viva l’austerità. Alesina ha persino pronunciato la frase “con Gentiloni stavamo migliorando” senza alcun pudore, mentre Cottarelli ha glissato sulla domanda di una possibile nomina a Presidente del Consiglio (“bisogna vedere le circostanze…”).

Eh già, le circostanze, quelle che i media ufficiali e maggiori evitano di raccontarvi, perché allora dovrebbero parlare (e spiegare) la recessione già iniziata e un futuro che non smette di essere nero. E così lo sforzo mediatico deve essere imponente, sia per sottrarci da sotto gli occhi l’evidenza di soluzioni sbagliate economicamente e contro il buon senso, sia per “prepararci” alla digestione di quello che sembra l’ennesimo Governo calato dall’alto, facendosi beffe delle scelte degli elettori.

Ora che si avvicinano le elezioni europee saltano fuori anche frasi di circostanza e mezzi pentimenti, come quelli di Juncker, il quale recentemente ha dichiarato che “c’è stata una austerità avventata” in riferimento alla Grecia. Ma si tratta solo di parole di circostanza, destinate a cadere nel dimenticatoio il giorno dopo le elezioni.

Oltre le chiacchiere, oltre le elezioni, quelli che rimangono sono i fatti. E i fatti sono stati messi in luce da una fonte insospettabile, il centro studi tedesco Cep di Friburgo, il quale ha dimostrato numeri alla mano che dall’introduzione dell’euro la Germania ha guadagnato circa 1.900 miliardi mentre l’Italia ci ha rimesso circa 4.300 miliardi di euro, il risultato peggiore in tutta Europa. Questa tabella mostra dettaglio di 20 anni di euro.

Questi sono i dati, questa è la realtà del passato e del presente. E per il futuro? Basta leggere le recenti dichiarazioni di Moscovici: “Riguardo alla Grecia, il secondo rapporto di Sorveglianza mostra che sono stati fatti progressi significativi, ma che ci sono alcune aree in cui sono necessari altri sforzi. Esorto le autorità a completare queste misure prima del prossimo Eurogruppo”.

Altrimenti? Altrimenti la minaccia è quella di non dare alla Grecia i 750 milioni di euro, profitto dei titoli greci detenuti dalla Bce. Insomma, altra austerità richiesta sotto la minaccia del ricatto. I tardivi pentimenti del Fmi e di Juncker riguardo l’austerità imposta (se mai si sono veramente pentiti) non sta sortendo alcun effetto, alcun cambiamento nel comportamento dei funzionari europei.

Qualcuno sa come si ferma questa macchina infernale? C’è un pulsante di spegnimento?