FINANZA L’educazione finanziaria parte dal proprio portafoglio*

Nadia Linciano lavoce.info 1.3.19

L’efficacia dell’educazione finanziaria dipende, tra l’altro, dalla motivazione all’apprendimento dei potenziali destinatari. Nella definizione dei contenuti e dei canali di comunicazione delle iniziative per diffonderla è utile tenerne conto.

Il Rapporto Consob

Nel nostro paese, l’interesse personale rimane uno tra i principali fattori che favoriscono le conoscenze finanziarie dei cittadini, subito dopo l’esperienza professionale e la gestione del budget familiare e prima della famiglia di origine (figura 1). È quanto emerge dal quarto Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane della Consob.

Figura 1 – Elementi di background delle conoscenze finanziarie

Il dato rimanda a una questione cruciale in un contesto come il nostro, nel quale la gestione delle finanze personali non è di solito materia insegnata a scuola: come si possono potenziare le occasioni di apprendimento per gli individui? Su questo punto lavorano in stretto coordinamento le istituzioni che partecipano al Comitato nazionale per l’educazione finanziaria, insediatosi nel luglio 2017, in attuazione della Strategia nazionale e del relativo programma.

Ma c’è un’altra importante questione che emerge dalle rilevazioni Consob: il riferimento all’interesse personale evoca la motivazione all’apprendimento quale presupposto indispensabile per il successo di qualsiasi iniziativa sul tema.

Quando c’è un eccesso di confidenza

Perché gli individui dovrebbero essere interessati all’educazione finanziaria? Per vari motivi: perché sanno di non sapere, per attitudine personale, perché ne percepiscono l’utilità.

Il rapporto Consob fornisce alcune evidenze su questi aspetti, anzitutto misurando le conoscenze finanziarie percepite, oltre a quelle effettive. In particolare, raccoglie l’autovalutazione degli intervistati prima di sottoporre loro alcune domande di cultura finanziaria e poi dopo averle somministrate.

Prima di conoscere le domande, più del 40 per cento del campione afferma di avere un alto livello di competenze, mentre la proporzione di individui che ritiene di aver compreso uno specifico concetto oscilla da poco più del 20 per cento per l’interesse composto e il rapporto prezzo-interesse delle obbligazioni al 56 per cento per l’inflazione (figura 2).

Figura 2  Conoscenze percepite: valutazione a priori

Fonte: Consob, Report 2018.

Nel concreto, poco più della metà del campione sembra conoscere concetti di base quali inflazione, trade-off rischio-rendimento e diversificazione di portafoglio, mentre meno del 20 per cento conosce nozioni avanzate come il rischio di titoli quotati e la relazione prezzo-interesse delle obbligazioni (figura 2).

Figura 3 – Conoscenze finanziarie di base e avanzate

Fonte: Consob, Report 2018.

Sulla base del confronto tra risposte effettive e autovalutazione a posteriori, il 25 per cento degli intervistati mostra un disallineamento fra conoscenze reali e percepite qualificabile come eccesso di confidenza (overconfidence – figura 3).

Figura 4 – Disallineamento tra conoscenze reali e conoscenze percepite

Fonte: Consob, Report 2018.

Non è l’unico esempio di potenziale eccesso di confidenza: il rapporto mostra infatti che solo il 10 per cento del campione è in grado di ordinare correttamente per livello di rischio alcuni strumenti finanziari che tuttavia vengono considerati “familiari” da percentuali di intervistati di gran lunga superiori.

Quali sono invece i tratti personali che possono orientare l’interesse verso i temi economico-finanziari? Il rapporto raccoglie l’inclinazione dichiarata dagli intervistati verso le informazioni numeriche e le attività cognitive impegnative, l’ansia provata nel gestire le finanze personali, la capacità di raggiungere gli obiettivi (autoefficacia) e l’autocontrollo. Se la cultura finanziaria (reale e percepita) aumenta con l’apprezzamento per le informazioni numeriche e le attività cognitive impegnative, l’autoefficacia e l’autocontrollo, l’ansia ha viceversa un effetto negativo.

Come migliorare le competenze finanziarie

L’ultima sezione del rapporto, infine, utilizza la cosiddetta teoria del comportamento pianificato (theory of planned behaviour – TPB) per indagare le intenzioni degli individui di compiere azioni concrete per innalzare la propria cultura finanziaria. In generale, secondo la teoria, un comportamento è direttamente influenzato dalle intenzioni, che sono a loro volta associate a tre “costrutti psicologici” (il giudizio sul comportamento in termini di importanza e utilità, la pressione sociale percepita a supporto del comportamento, il livello di controllo percepito sul processo da attuare per la realizzazione del comportamento) sui quali incidono fattori di background quali caratteristiche individuali, variabili socio-demografiche e livelli di informazione e conoscenza. Il rapporto 2018 mostra che rispetto all’accrescimento delle proprie conoscenze in materia di risparmio e investimenti solo il 20 per cento degli intervistati formula un giudizio di utilità elevata e altrettanti percepiscono una pressione sociale significativa da parte di familiari, amici e colleghi. Tuttavia, quasi due terzi del campione pensa di poter esercitare un livello di controllo medio o elevato sulle azioni da porre in atto per migliorare le proprie competenze.

Il rapporto Consob offre diversi spunti di riflessione sulle azioni necessarie per predisporre un terreno fertile all’educazione finanziaria. In particolare, sensibilizzare i cittadini sulla necessità di accrescere le proprie competenze sembra una strada obbligata per innalzare il livello di attenzione (e la pressione sociale) verso temi che appaiono ancora poco “salienti”, ossia troppo lontani dalla propria quotidianità (si veda qui e qui). Ciò anche per effetto di profili psicologici e attitudinali che, come evidenziato dalle scienze cognitive e dalle neuroscienze, condizionano i processi decisionali in ambito economico-finanziario e che devono essere tenuti in considerazione nella definizione dei contenuti, della comunicazione e dei canali di divulgazione delle iniziative di educazione finanziaria.

* Ufficio studi economici, Consob. Il presente intervento riprende e sviluppa alcuni temi documentati nel Report Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, curato da Nadia Linciano, Valeria Caivano, Monica Gentile e Paola Soccorso. Le opinioni espresse sono personali e non impegnano in alcun modo l’Istituzione di appartenenza.