I conti che non tornano del filantropo Davide Serra

 12 novembre 2014 vita.it

In un’intervista a Repubblica di qualche giorno fa aveva detto di «mantenere» 8mila bambini poveri in Tanzania. Ma c’è qualcosa che non torna. E noi glielo abbiamo fatto presente. Ma lui…

Davideserra

«Sono benestante ma non miliardario, mi paragono a un medio imprenditore italiano, e faccio beneficenza perché sono cattolico e credo nel dovere morale di restituire qualcosa alla società. Con Hakuna Matata mantengo una missione di 8 mila bambini in Tanzania, 2 mila per ognuno dei miei quattro figli, perché i miei sono fortunati ed è giusto aiutare chi lo è meno». A parlare è Davide Serra in un’intervista pubblicata il 6 novembre da Repubblica e firmata dal corrispondente a Londra Enrico Franceschini.

Sul sito di Hakuna Matata si legge poi che la donazione di Serra ammonta a 6.500 euro al mese, che moltiplicato per 12 mesi, fanno 78mila euro l’anno donati per, parole del fondatore di Algebris, «mantenere» 8 mila bambini.

I numeri però non tornano, almeno così come sono stati presentati. Basta chiedere a qualsiasi ente che si occupi di sostegno a distanza internazionale per sapere che per mantenere un bambino in Tanzania (ovvero assicurargli i pasti, un tetto, il minimo indispensabile per vestirsi e la possibilità di frequentare la scuola e accedere ai servizi sanitari essenziali) attraverso lo strumento del sostegno a distanza occorrono fra i 250 e i 300 euro l’anno. Teniamo buona la cifra minima di 250 euro.  Con i suoi 78mila annui Serra sarebbe in grado di “mantenere” 312 bambini l’anno (o 4.680 bimbi per i 15 anni di durata del progetto, secondo quanto sembra di capire dal sito, ammesso che cambino ogni anni i beneficiari) e non certo 8mila. Per “mantenere” i quali servono almeno 2 milioni di euro.

Delle quattro, una:

Prima ipotesi: l’autore dell’articolo ha trascritto in modo non corretto le cifre fornite dal fondatore di Algebris. E allora attendiamo una rettifica da parte di Serra.

Seconda ipotesi: Serra quando si riferisce a 8mila bambini intende dire che in diversi anni (quanti? Con quante risorse?) ha mantenuto 8 mila minori. In questo caso però è fuorviante l’uso del presente nella risposta. O almeno ha fatto il bullo.

Terza ipotesi: Serra non “mantiene” 8 mila bambini, ma contribuisce a mantenerli attraverso la sua charity Hakuna Matata che fra l’altro condivide sede e recapiti con il fondo Algebris. In questo caso saremmo molto interessati a sapere da dove arrivano le altre donazioni e come funziona la rete di raccolta fondi di Algebris/Hakuna Matata. Sul sito non c’è bilancio.

Quarta ipotesi: Serra non “mantiene” 8mila bambini, ma solo i suoi «fortunati quattro figli». Pinocchio?

NOTA BENE

Per avere chiarimenti a riguardo la nostra redazione dal giorno successivo alla pubblicazione della notizia via mail e via telefono ha cercato di mettersi in contatto con qualche dirigente di Hakuna Matata. L’unica persona con cui siamo riusciti a parlare, escluse le cortesi centraliniste (fra l’altro molto meravigliate del fatto che qualcuno chiamasse per avere informazioni sulla charity), dopo quattro giorni, è tal Alex, forse Alessandro Lasagna (uno dei partner di Alegbris) visto che al telefono non ha avuto la cortesia di presentarsi, il quale in ogni caso non ha inteso fornire alcun chiarimento in merito.

Naturalmente nel caso lui, lo stesso Davide Serra o chi per loro volesse farlo, siamo prontissimi ad ascoltarli e a pubblicare la loro replica.