Unicredit: Europa Orientale principale fonte di profitti (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Finora i conti di Unicredit hanno dato ragione alla scommessa fatta da Alessandro Profumo sull’estero e, in particolare, sull’Est Europa. Nonostante la vendita di Bank Pekao e l’uscita da alcuni mercati come quello ucraino, quest’area si conferma un ingranaggio fondamentale per la banca guidata da Jean Pierre Mustier. Nel 2018 la divisione Cee (Central and Eastern Europe) di Carlo Vivaldi ha dato il contributo principale ai profitti del gruppo, con un utile 1,72 miliardi in crescita del 17,3% sull’esercizio precedente. Un risultato superiore a quello registrato dalle altre divisioni, a partire dal Commercial Banking Italy che ha chiuso il 2018 a quota 1,32 miliardi. Il bilancio conferma del resto una tendenza di medio periodo visto che, negli ultimi sette anni, il Cee ha incassato profitti per quasi 11 miliardi, superando perfino il contributo del Cib che si è fermato a quota 10,4 miliardi. Considerando anche Bank Pekao, ceduta nel 2016 a Pzu, il contributo dell’Est Europa ai bilanci di Unicredit sale a oltre 18 miliardi nel periodo 2012-2018. È comunque abbastanza significativo che la cessione del 32,8% detenuto nell’istituto di Varsavia non abbia modificato in maniera significativa gli equilibri. 

Il merito, scrive Milano Finanza, è di molteplici fattori. L’intera regione ha beneficiato per anni di tassi di crescita robusti e di forti investimenti privati, sostenuti dal sistema bancario, a fronte di una situazione dei non performing loans per ora sotto controllo. Anche la politica monetaria di questi Paesi ha giocato a favore di Unicredit , consentendo di ottenere margini più ampi rispetto all’Europa occidentale, dove i tassi sono ancora prossimi allo zero. Per quanto riguarda le iniziative messe in campo dal Cee, vale la pena ricordare la forte crescita dei clienti digitali oltre al rafforzamento delle analisi big data e delle capacità analitiche dei gestori. Vista l’importanza della divisione non è un caso che molti suoi manager siano arrivati al vertice di Unicredit . Se da qui sono passati l’ex direttore generale Roberto Nicastro e l’ex amministratore delegato Federico Ghizzoni, non bisogna dimenticare che i futuri co-responsabili dell’area Commercial Banking Central and Eastern Europe (erede del Cee), cioè Gianfranco Bisagni e Niccolò Ubertalli, conoscono molto bene la struttura. Bisagni è stato infatti dal 2011 al 2015 responsabile della divisione prima di guidare il Cib, mentre Ubertalli è stato executive director e deputy ceo della controllata turca Yapi Kredi. Ma sono molti i manager di standing che lavorano qui. I nomi più quotati sono quelli di Andrea Diamanti (Head of Cee Corporate & Investment Banking), Graziano Cameli (Russia), Claudio Cesario (Croazia), Marco Iannaccone (Ungheria), Paolo Iannone (Repubblica Ceca) e Enrico Maria Minniti (Bulgaria). Manager che sanno di poter contare. 

red/lab 

 

(END) Dow Jones Newswires

March 11, 2019 03:28 ET (07:28 GMT)

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