Alitalia: easyJet verso uscita, ipotesi Fincantieri (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La compagnia low cost Easyjet rischia di uscire dalla 

trattativa su Alitalia. Lo scrive La Stampa spiegando che le richieste 

avanzate dagli inglesi all’incontro a Londra di venerdì scorso con i 

manager di Ferrovie e di Delta Airlines hanno complicato il dialogo. Per 

chi segue il dossier è sempre più chiaro che la compagnia inglese 

difficilmente parteciperà al nuovo progetto. 

“Se non accelerano e cambiano piani c’è poco altro da fare, non 

parteciperanno alla new company”, spiega al giornale una fonte di governo 

che da mesi lavora sul dossier per rilanciare l’ex compagnia di bandiera. 

Nell’esecutivo non confidano in un approccio più dialogante da parte 

degli inglesi e per questo stanno già lavorando ad una soluzione 

alternativa, portando avanti i contatti con aziende partecipate dallo 

Stato. Per ora sarebbero tre quelle sentite. Ci sarebbe Poste I., con cui 

il governo dialoga da alcune settimane; Fintecna, società del gruppo Cassa 

depositi e prestiti, che per intervenire però avrebbe problemi di statuto; 

e sarebbe stata sondata anche Fincantieri – il colosso della cantieristica 

navale controllato dalla stessa Fintecna – dove è stato appena confermato 

da Lega e Cinque Stelle l’amministratore delegato Giuseppe Bono, 

nonostante i malumori dei grillini. 

Easyjet ha in mente un piano che non piace, dato che punta ad uno 

spezzatino dell’azienda. L’idea è di lasciare l’aeroporto di Fiumicino in 

mano a Delta per i voli di lungo raggio e concentrare su Milano le tratte 

europee che sarebbero sotto al controllo di Easyjet. Un modello presentato 

venerdì all’incontro con gli altri possibili partner, che non è stato 

digerito. 

Fare il cosiddetto spezzatino non sarebbe possibile secondo quanto 

prevede il bando (comunque modificabile) e soprattutto non lo vogliono né 

la Lega né i Cinque Stelle. Ad irritare Fs e Delta sarebbe stata anche 

l’offerta economica degli inglesi, di gran lunga inferiore ai 100 milioni. 

Risorse, spiegano alcune fonti, che avrebbe potuto facilmente aggiungere 

Delta da sola. 

La probabile uscita di scena di Easyjet comporta invece il necessario 

ingresso di uno o più partner. Il governo ha avviato i contatti ma nulla 

ancora è stato deciso. Per ora lo schema prevede la creazione di una nuova 

società – con circa 100 aerei rispetto ai 118 attuali e 2 mila esuberi – 

partecipata al 30% dalle Ferrovie, il 20% da Delta, il 15-20% dal 

ministero dell’Economia: il restante 30-35% va invece ancora individuato. 

Su questo si sarebbe attivato direttamente anche l’amministratore delegato 

di Fs, Gianfranco Battisti. L’ipotesi è il coinvolgimento di una o al 

massimo due aziende partecipate. 

Per chiudere l’operazione non c’è un termine preciso. Il vicepremier 

Luigi Di Maio ha promesso però un piano industriale entro il 31 marzo, ma 

pare difficile rispettare la scadenza. E’ più probabile che si arrivi ad 

aprile, comunque prima delle elezioni europee. L’unico termine di legge è 

quello di giugno, per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni. 

Su questo sta lavorando anche il Tesoro. 

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(END) Dow Jones Newswires

March 12, 2019 03:28 ET (07:28 GMT)