Iliad e il cavallo di Troia della telefonia

informazione senzafiltro.it 15.3.19

Un cellulare, terreno sul quale si combatte la guerra commerciale tra Iliad e le grandi aziende del Tlc italiano.

La compagnia francese Iliad ha da poco “invaso” il settore delle comunicazioni: bene per i consumatori, male per l’oligopolio. Ma con quali reazioni?

Forse non sarà, come è stato detto, l’apocalisse per le Tlc italiane, ma è certo che lo sbarco dei francesi in Italia con la low cost Iliad, avvenuto nella primavera del 2018, sta mettendo a dura prova i grandi competitor della telefonia mobile e sta inasprendo la feroce guerra commerciale in atto.

I cultori della libera concorrenza giurano che questa guerra favorirà i “consumatori” di telefonini, che in Italia sono tantissimi: con 62.750.000 utenti, l’Italia è seconda in Europa dopo la Germania e settima nel mondo dopo Giappone, US, Cina, Russia, Germania e Brasile. Ma la competizione, come certificano alcune recenti analisi, sta portando nel mercato delle Tlc due piaghe assai insidiose: la disoccupazione e qualche problema ai bilanci delle aziende che partecipano alla guerra delle tariffe.

 

La guerra commerciale tra Tlc e le sue prime vittime

Secondo le stime dei sindacati dal 2010 al 2017 il settore delle Tlc, che occupa circa 200.000 addetti tra dipendenti e indotto, ha perso oltre 15.000 persone. Fino al 2016, spiegano alla Cgil, il sindacato è riuscito a gestire la situazione grazie a uscite spontanee o alla cassa cntegrazione, ma “con l’arrivo di Iliad – spiega Riccardo Saccone, segretario generale della Slc Cgil – i grandi gruppi delle Tlc hanno cominciato ad annunciare esuberi e a predisporre licenziamenti”, che hanno colpito in primo luogo le aziende dell’indotto.

Un caso esemplare è quello della Telecom, dove in questi ultimi dieci anni si è registrato il maggior dimagrimento: si è passati da circa 120.000 a 48.000 addetti. Anche in questo caso la politica aziendale e sindacale ha consentito una “dieta” morbida, fatta di uscite concordate, ma ciò non toglie che la perdita di posti di lavoro sia costante e coincida proprio con la guerra commerciale. Di recente Vodafone ha annunciato esuberi e subito gli ha risposto la Slc-Cigl: “Siamo disponibili a un confronto ampio – ha detto Sacconi – per verificare la possibilità di percorsi di riconversione professionale e di efficientamento, ma non c’è spazio per azioni traumatiche e unilaterali”.

L’altro lato oscuro di questa guerra commerciale è un possibile indebolimento dei bilanci delle aziende. Vediamo il problema dal lato dei ricavi: se si guardano i dati degli operatori più importanti si scopre che i ricavi sono scesi sensibilmente. I 974 milioni di Vodafone Italia risultano in calo del 9,5% su base annua. Flessione anche per Wind Tre: 940 milioni, in riduzione del 9,8% annuo. Il guaio è che il calo dei ricavi si scarica sull’occupazione.

Ma torniamo al ribasso selvaggio delle tariffe. Come sanno bene tutti coloro che ogni giorno vengono tempestati a ogni ora del giorno di telefonate e di messaggi online dalle compagnie telefoniche la guerra commerciale si fa sempre più intensa. Con l’arrivo di Iliad, poi, i giochi sono senza esclusione di colpi. D’altronde i vertici del gruppo francese, fondato da Xavier Niel e guidato da Maxime Lombardini, avevano annunciato l’aggressione al mercato italiano come una rivoluzione” che avrebbe spezzato l’oligopolio di fatto dominato da Vodafone, Tim e Tre. La cosa singolare su cui varrebbe la pena riflettere è che ai tre stranieri se ne aggiunge un altro. Gli italiani, infatti, dopo che il gruppo francese che fa capo a Vivendi si è preso la maggioranza di Tim e dopo la fusione tra Wind e la cinese Tre, sono scomparsida un settore chiave come le telecomunicazioni. Quindi si può dire che è una guerra tra stranieri sul territorio italiano.

 

Iliad e i motivi del successo dell’invasione

Al quartier generale di Vodafone e di Tim, come ai vertici della Tre, le tariffe di Iliad fanno tremare le vene, e i grandi colossi stanno già predisponendo le controffensive. In effetti a un primo sguardo il confronto con le altre compagnie è impressionante: Iliad è presente sul mercato italiano da pochi mesi e la sua presenza è stata annunciata da una massiccia campagna pubblicitaria che oggi sta consolidando “l’invasione”.

La sua prima offerta è stata di 5,99 euro al mese con 30 GB di traffico incluso, oltre a voce e sms illimitati. L’offerta è stata sostituita, dopo un certo numero di clienti, con una a 6,99 euro per 40 GB di traffico e ora si è stabilizzata quella a 7,99 euro per un traffico incluso di 50 GB. Per il momento la new entry ha superato idue milioni di clienti. Questa aggressività ha provocato, come spesso avviene quando si sfidano gli oligopoli, una immediata anche se molto debole reazione sul terreno del low cost: la Tim ha messo sul mercato Kena, che ha l’ambizione di rispondere a Iliad, mentre la Vodafone ha risposto con Ho, una low cost che fino a questo momento era stata tenuta sotto traccia.

Ma a parte i timidi tentativi di replicare all’avvento della parigina Iliad, negli ultimi mesi si sono moltiplicati con un’intensità asfissiante i messaggiprovenienti soprattutto da Tre, che fino a pochi mesi fa aveva il monopolio delle basse tariffe. Milioni di utenti hanno ricevuto una mail che suona così: “Passa a Tre con 30 giga e minuti illimitati a soli 7 euro al mese”. Accanto a questi messaggi ne arrivano altri, del tipo “Torna a Vodafone”, “Torna a Tim”. Vodafone ha addirittura attivato Vodafone Special Minuti 50 Giga a 10 euro al mese e Vodafone Special Minuti 30 Giga a 7 euro al mese se si proviene da Iliad, Tre e alcuni operatori virtuali. Insomma la guerra è all’ultima tariffa e in questo caso è finalizzata ad arginare lo sbarco dei francesi.

“Quella che si riscontra sul mercato – ha spiegato Claudio Campanini, managing partner AT Kearney – è una grossa tensione che ha costretto gli operatori a ridurre i prezzi delle offerte. Il risultato è sicuro, matematico: da un mercato saturonon possiamo che aspettarci che varrà di meno”. Tra i grandi operatori c’è chi parla invece di “cannibalizzazione della clientela”.

La preoccupazione delle grandi compagnie telefoniche per lo sbarco di Iliad è dovuta anche al fatto che la legge italiana concede una corsia preferenziale ai nuovi arrivati: Iliad si ritrova a essere l’unica compagnia a poter usufruire dei vantaggi dei nuovi entrantistabiliti dal regolamento dell’Agcom. Quando il 10 settembre del 2018 è partita la suprema gara per conquistarsi la tecnologia 5G, viatico per gli smartphone, il Ministero dell’Economia vi ha ammesso anche i francesi di Iliad, oltre a Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Linkem e Open Fiber, e ha riservato al gruppo parigino due lotti da 5 Megahertz della banda più sofisticata da un punto di vista tecnologico. Alla fine della gara anche Iliad, assieme a Wind e Tre, ha ottenuto i lotti da 20 Mhz con una spesa di 483,9 milioni. Insomma, gli “odiati” francesi sono entrati a gamba tesa nel sistema delle Tlc italiane, e a questo punto la guerra commerciale ci porterà certamente altre sorprese.

 

 

Photo by Ferdinand Stöhr on Unsplash

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