Macron come il Re Sole. A sciare mentre Parigi brucia

macron casseur

Parigi devastata dai casseur infiltrati nelle proteste dei gilet gialli, Emmanuel Macrona sciare sui Pirenei. L’opposizione francese colpisce duro il capo dlel’Eliseo per la sua scelta di passare il fine settimana in montagna a sciare mentre le forze dell’ordine avevano già lanciato l’allarme da giorni sui rischi delle nuove proteste.

La Prefettura e il ministero dell’Interno erano stati chiarissimi già nei giorni precedenti. Parlavano di “momento di svolta”, di violenza maggiore rispetto agli ultimi atti della protesta dei gilet gialli. E la mobilizzazione delle forze dell’ordine aveva già fatto intendere il pericolo rappresentato da queste nuove violente proteste. E i saccheggi contro i negozi di lusso e contro i ristoranti, così come i roghi appiccati nelle strade del centro, sono stati la dimostrazione plastica di quanto stesse avvenendo mentre il capo dell’Eliseo era a godersi le montagne francesi.

Macron è rientrato a Parigi soltanto in tarda serata. E si è presentato alle 22:30 nell’unità di crisi del ministero dell’Interno. Quando tutto era finito e Parigi contava i danni. Mentre i commissariati della capitale erano ormai pieni di centinaia di arrestati  e i negozianti del centro iniziavano a fare le prime stime dei danni. Un ritardo che non è passato inosservato.

E per questo l’opposizione e i critici del capo dell’Eliseo sono insorti, accusando il presidente di aver abbandonato la sua capitale in un momento di debolezza e di terrore. Ennesima dimostrazione della lontananza del capo dello Stato rispetto non solo alla Francia profonda, ovvero quella dei gilet gialli, ma anche rispetto alla stessa Francia contraria alle proteste.

Come riporta Le Figaro, Aurore Bergé, parlamentare della La Republique en marche e portavoce del partito presidenziale ha difeso il capo dello Stato ricordando che “è sette giorni su sette e 24 ore al giorno al lavoro”, e che “non c’è incapacità al potere”.

Ma la questione è tutt’altro che risolta, specialmente per le tempistiche, Il capo dello Stato, appena tornato dal suo tour africano, aveva deciso di passare qualche giorno di relax con la moglie Brigitte nella stazione sciistica di La Mongie, per “rilassarsi”. Ai media locali aveva detto: “Trascorrerò qui due o tre giorni per ricaricare le batterie, per ritrovare paesaggi e volti amichevoli”.

La destra, a quelle parole, non ha potuto fare altro che insorgere. Un assist così dall’Eliseo era difficile anche soltanto da auspicare. E così i membri dei Repubblicani e di Rassemblement National hanno sfruttato la due giorni di relax macroniana per andare a colpire la leadership dell’Eliseo. “Mentre Parigi sta bruciando, Macron sta sciando e Castaner sta ancora dimostrando la sua incompetenza. Non c’è mai stata così tanta incompetenza e leggerezza alla testa della Francia”, scrive su Twitter il portavoce repubblicano Lydia Guirous.

Thierry Mariani, ex ministro e ora nella lista dei Rn per le elezioni europee , afferma che si tratti di “incoscienza” e “provocazione”. “Lontano dai gilet gialli, Macron fa un giro sugli sci. Il paese sta attraversando una crisi storica. […] E la sua scappata in pieno caos è un segno di disprezzo. Ancora uno”, afferma Jean-Lin Lacapelle.

Macron commette un altro tragico errore di immagine. E a nulla è valso il suo rientro nella capitale in tarda serata per fare il punto della situazione. Doveva esserci prima. Doveva far capire ai cittadini di Parigi e ai francesi che il capo dello Stato fosse presente nel momento di crisi. E invece ha preferito dedicarsi ad altro, a sciare mentre la Francia profonda ribolle e la violenza dilaga nel cuore del Paese.

segnale di distacco. Ma forse c’è anche dell’altro: quel terrore che da tempo aleggia nelle stanze dell’Eliseo. E la domanda che adesso sorge spontanea è se Macron non abbia voluto lucidamente allontanarsi da Parigi proprio per evitare di essere l’obiettivo delle violenze. Del resto non è un mistero che la coppia presidenziale viva da mesicon la preoccupazione che uno di questi sabati di protesta sfoci in un assalto al palazzo. E questa fuga sui Pirenei potrebbe essere un nuovo segnale di questo terrore.

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