Alitalia: trattativa Fs-Delta in salita dopo ritiro EasyJet

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

)–Prosegue in salita la trattativa tra Delta Airlines e Fs per rilanciare Alitalia, dopo il ritiro di Easyjet dalla gara. 

Delta Air Lines rimane interessata a lavorare con Alitalia, dopo che la compagnia britannica EasyJet ha deciso di fare un passo indietro dalla trattativa. In una dichiarazione il vettore statunitense ha fatto sapere che “sono ancora in corso le discussioni, Alitalia è un partner di Delta da molto tempo”. 

Il ritiro di un partner come Easyjet complica il buon esito dell’operazione fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo economico perchè la quota che doveva acquisire nella nuova Alitalia dovrà essere rimpiazzata da altri soci da trovare. 

Secondo quanto si apprende da alcune fonti vicine al dossier, la quota che Ferrovie dello Stato Italiane avrá della nuova Alitalia sará massimo del 30%. Quindi l’esposizione di Fs nella compagnia italiana in amministrazione straordinaria non salirà oltre la soglia del 30% per attutire il colpo dell’uscita di scena di Easyjet nè per compensare la quota di Delta che si aggira intorno al 10%. 

Mediobanca, advisor di Fs, sarebbe al lavoro per cercare di aumentare la quota di Delta nella nuova Alitalia, ora di circa il 10%, che sarebbe comunque destinata a raddoppiare prima del termine del piano di 4 anni. Gianfranco Battisti, a.d. di Fs, è rientrato a Roma dopo un negoziato impegnativo ed estenuante con Ed Bastian, l’a.d. di Delta, ad Atlanta durante il weekend. Il risultato ottenuto daltop manager delle Fs è positivo ma rischia di essere insufficiente alla luce della mossa di Easyjet. 

Infatti, se la partecipazione azionaria di Fs non andrà oltre il 30% della nuova Alitalia, e Delta Airlines si fermasse solo al 10% e il Tesoro al 15% con la conversione del prestito ponte concesso ad Alitalia, l’obiettivo del vicempremier Luigi Di Maio sarebbe ancora lontano dall’essere raggiunto. 

Certo anche Poste Italiane potrebbe rilevare una partecipazione in Alitalia ma comunque non basterebbe. Da mesi le società partecipate dallo Stato come Fintecna, Fincantieri e Leonardo sono tirate in ballo per un eventuale coinvolgimento, puntualmente smentito. 

Giovedì scorso, l’a.d. di Leonardo Spa, Alessandro Profumo, ha escluso che il gruppo parteciperá al salvataggio di Alitalia perchè non vede “alcun significato strategico che giustifichi un eventuale investimento”. 

Lunedì scorso da Bruxelles il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha assicurato che “le parti interessate si stanno muovendo sul piano industriale” per il rilancio di Alitalia, senza pronunciarsi su una eventuale discesa in campo di Fincantieri. 

La decisione di EasyJet è stata presa dopo le discussioni con Ferrovie dello Stato Italiane e Delta Air Lines sulla possibilitá di formare un consorzio per esplorare opzioni per future operazioni relative ad Alitalia. La low cost inglese ha assicurato che resta impegnata in Italia, dove attualmente trasporta 18,5 milioni di passeggeri ogni anno e impiega 1.400 tra piloti ed equipaggio, tutti con contratti nazionali. Tanto che la societá inglese continuerà a investire nelle 3 basi italiane di Milano, Napoli e Venezia, come ha fatto la scorsa estate. 

Secondo i sindacati il ritiro di Easyjet dalla trattativa con Fs e Delta “ripropone l’urgenza dell’avvio di un tavolo permanente di confronto con il ministero dello sviluppo economico. La negoziazione si sta protraendo troppo e rimane dagli esiti incerti. Il tempo continua a scorrere e si rischia di impedire alla compagnia di cogliere tutte le opportunitá che il mercato offre”, avverte Salvatore Pellecchia, Segretario generale della Fit-Cisl. A marzo “avremmo giá dovuto vedere il piano industriale per sfruttare al meglio la stagione estiva, che come è noto è la piú redditizia. La conferenza nazionale del trasporto aereo organizzata dal Ministro è un buon inizio ma non è sufficiente. Di Maio ci convochi subito per affrontare la situazione sia di Alitalia sia di tutto il settore, tenendo conto che lunedì prossimo si terrá un primo sciopero di tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto aereo”. 

Mercoledì si aprirà a Roma la Conferenza nazionale sul Trasporto aereo con il premier Giuseppe Conte, il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, il sottosegretario Armando Siri e i vertici di Enac, Enav, Assaeroporti, Leonardo e Fs in qualità di partner. Staremo a vedere se il Governo giallo-verde saprà garantire il futuro di Alitalia. 

pev 

eva.palumnbo@mfdowjones.it 

 

(END) Dow Jones Newswires

March 18, 2019 13:34 ET (17:34 GMT)