Chi era Lorenzo Orsetti, il soldato italiano ucciso dall’Isis

Giulia Giacobini wired.it 18.3.19

Lorenzo Orsetti aveva 33 anni ed era originario di Firenze. Si trovava in Siria da un anno e mezzo a combattere fianco a fianco con le milizie curde

TOPSHOT - A member of the Iraqi forces walks past a mural bearing the logo of the Islamic State (IS) group in a tunnel that was reportedly used as a training centre by the jihadists, on March 1, 2017, in the village of Albu Sayf, on the southern outskirts of Mosul. Iraqi forces launched a major push on February 19 to recapture the west of Mosul from the Islamic State jihadist group, retaking the airport and then advancing north. / AFP PHOTO / AHMAD AL-RUBAYE (Photo credit should read AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)
Un soldato iracheno davanti alla bandiera nera dello Stato islamico. (foto: AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)

È finita a Baghuz, ultima roccaforte dell’Isis, la lotta di Lorenzo Orsetti, il 33enne italiano che da un anno e mezzo combatteva a fianco dei curdi in Siria. Il suo omicidio è stato annunciato su Telegram dall’Isis e confermato dal sito americano che monitora il jihadismo internazionale, quello di Site Intelligence. “Abbiamo ucciso un crociato italiano”, hanno scritto i tagliagole postando online la macabra foto del cadavere di Orsetti, insieme alla sua tessera sanitaria e alla sua carta di credito.

Orsetti aveva scritto il suo ultimo post su Facebook il 12 marzo scorso. “A quanto pare diverse case-trincee-tunnel sono rimaste. Non me lo faccio dire due volte, se tutto va bene domani parto”. Poi di lui si erano perse le tracce. La madre Annalisa non lo sentiva più da allora e, stando a quanto ha dichiarato, era preoccupata. Questa mattina ha scoperto la terribile notizia guardando il Tg della Toscana (Orsetti era originario di Firenze). “Noi eravamo contrari alla partenza ma lui voleva aiutare questo popolo oppresso”, ha detto all’Ansa.

La biografia di Orsetti
Lorenzo Orsetti aveva 33 anni e lavorava nel settore della ristorazione. Aveva deciso di partire per la Siria un anno e mezzo fa, pur non avendo nessuna esperienza nell’ambito militare, per unirsi ai curdi nella lotta all’Isis e costruire una società più giusta. In un’intervista al Corriere fiorentino dell’anno scorso aveva spiegato a questo proposito: “L’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia e la democrazia.

Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove”.

Orsetti si faceva chiamare Tekoser e aveva preso l’abitudine di scrivere cosa succedeva al fronte. Insieme alle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), aveva combattuto a Kobane e a Raqqa, teatri di altri due importanti scontri con l’Isis, e in altri villaggi più piccoli. In un’intervista a Tpi aveva detto: “La prima volta che sono andato nel deserto (di Hajin, ndr) hanno spazzato via la linea del fronte in un sol colpo. Hajin è stata la battaglia più dura, poi è andato tutto un po’ meglio“. Prima di arrivare a Baghuz, si era unito alle Ypg anche ad Afrin. Qui aveva avuto l’impressione che la guerra fosse cambiata. A questo proposito, aveva detto al Corriere fiorentino: “Non so bene cosa aspettarmi, non è più la lotta porta a porta, e il supporto aereo non è più dalla nostra parte: è uno scontro diverso, contro un nemico molto forte”.

La situazione in Siria
La guerra in Siria è iniziata nel 2011 con una serie di rivolte contro Bashar al-Assad. Da allora nel paese si fronteggiano – in una guerriglia dai contorni sempre più sfumati e, spesso, sovrapposti – più forze riunite sotto tre grandi schieramenti: l’esercito siriano, i ribelli e i combattenti dell’Isis. Nel corso di questi otto anni, le truppe dell’Isis sono state sconfitte più volte e diverse città, come Kobane e Raqqa, sono state liberate. Baghuz, invece, è ancora nelle mani del gruppo terrorista: motivo per cui qui proseguono ancora gli scontri.

In prima linea ci sono anche le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), le milizia della regione a maggioranza curda nel nord della Siria ed esercito informale del Rojava (il Kurdistan siriano). Nate come milizie di difesa nel 2004 e di posizionamento politico dichiaratamente di sinistra, le Ypg hanno assunto un ruolo sempre più importante dopo la battaglia di Kobane e oggi combattono in un’alleanza sostenuta dagli americani: le Forze democratiche siriane.

I curdi non combattono solo per difendersi dall’Isis: vogliono – storicamente – arrivare a costruire uno stato curdo che comprenda parte della Siria, dell’Iraq e della Turchia.