Banca Etruria e Banca Marche. Perché la Lega picchia su Bruxelles dopo la decisione della Corte di Giustizia Ue

Gianluca Zappa startmag.it 19.3.19

Ecco le prime reazioni nella maggioranza di governo dopo il provvedimento della Corte di Giustizia Ue e i riflessi postumi su Banca Marche e Banca Etruria

l Tribunale dell’Unione europea ha annullato la decisione della Commissione Ue di bocciare il piano di copertura delle perdite messo in atto dal Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi), che costituiva condizione essenziale dell’aumento di capitale da parte della Banca Popolare di Bari.

Nel 2015 l’Antitrust Ue giudicò come aiuto di Stato l’intervento del Fidt, il fondo interbancario, ossia un consorzio di banche private, a sostegno di Tercas perché a detta dei funzionari di Bruxelles il fondo interbancario avrebbe agito “per conto dello Stato italiano”, quindi in netto contrasto con le norme Ue sugli aiuti di Stato.

Oggi il giudice Ue ha bocciato quella decisione affermando: “La Commissione non disponeva d’indizi sufficienti per una siffatta affermazione. Al contrario, esistono nel fascicolo numerosi elementi che indicano che il FITD ha agito in modo autonomo al momento dell’adozione dell’intervento a favore di Tercas”. Non è finita, perché il Tribunale sottolinea che l’autorizzazione di Banca d’Italia all’intervento del FITD a favore di Tercas non costituisce un indizio che consenta d’imputare la misura di cui trattasi allo Stato italiano.

La Corte Ue ha in sostanza smontato per l’impianto della Commissione Ue nel caso Tercas, salvata dalla Popolare di Bari grazie al sostegno del Fondo. Ma il suo impatto è dirompente soprattutto per le quattro banche (Etruria, Chieti, Ferrara e Marche) mandate in risoluzione con l’applicazione delle norme sul burden sharing per evitare gli effetti ancora più nefasti dell’entrata in vigore della direttiva Ue sul bail-in (BRRD) dal gennaio successivo.

La decisione di Bruxelles arrivò quando i colloqui tra banche, autorità e Fondo interbancario erano ormai a uno stadio già avanzato. Si stava lavorando su uno stanziamento di circa due miliardi per evitare il collasso dei risparmi dei quattro istituti.

Il veto di Bruxelles mandò a carte quarant’otto i piani delle banche e del Tesoro. Ora la Corte Ue dice di fatto che il divieto posto da Bruxelles, “da cui deriva l’ingente distruzione di ricchezza e di fiducia dei risparmiatori italiani, non era legittimo”, sottolineano diversi osservatori come ad esempio l’economista della Lega, Claudio Borghi.

Ecco alcuni suoi tweet odierni:Visualizza l’immagine su Twitter

Visualizza l'immagine su Twitter

Claudio Borghi A.@borghi_claudio

Le conseguenze di questa sentenza sono devastanti. In pratica tutti gli interventi sulle banche fatti dal governo precedente sono stati viziati da un’illegittima dichiarazione di aiuto di Stato. Padoan invece di fregarsene si adeguò e adesso la Germania potrà fare i comodi suoi.35112:37 – 19 mar 2019313 utenti ne stanno parlandoInformazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza l’immagine su Twitter

Visualizza l'immagine su Twitter

Claudio Borghi A.@borghi_claudio

Risolto il problema dei rimborsi ai risparmiatori. Dopo la sentenza di oggi se c’è rimasto un minimo di dignità a Bruxelles pagherà la Commissione Europea.18613:00 – 19 mar 2019127 utenti ne stanno parlando