“Il Salone del libro era a rischio”, Fassino interrogato in Procura

lospiffero.com 19.3.19

L’ex sindaco sentito nuovamente dai pm dopo la chiusura delle indagini. È indagato per tre episodi di turbativa d’asta. “Agito in modo trasparente e legittimo nell’esclusivo interesse della città e della manifestazione”

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“Garantire il pieno e regolare svolgimento del Salone del libro” per evitare rischi e danni a Torino. Questo è l’obiettivo che l’ex sindaco Piero Fassino si era posto e ha ribadito questa mattina nel corso di un nuovo interrogatorio alla procura nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della fiera dell’editoria dove compare fra i 29 indagati. Fassino è stato ascoltato su sua richiesta dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.

“Su mia richiesta sono stato ascoltato dal procuratore aggiunto Gabetta e dal sostituto procuratore Colace. Ho ribadito che obiettivo dei miei atti è stato sempre e unicamente garantire il pieno e regolare svolgimento del Salone del libro, evitando ogni evento che lo potesse mettere a rischio, fatto che avrebbe determinato un grave danno per la città”, ha Fassino uscendo da Palazzo di giustizia accompagnato dal suo avvocato, il professor Carlo Federico Grosso. Secondo il politico torinese oggi deputato Pd, indagato per tre episodi di turbativa d’asta. “Stante le difficili condizioni finanziarie della Fondazione del libro, quell’obiettivo era tutt’altro che scontato e non sarebbe stato conseguito senza le azioni straordinarie messe in essere dalla Fondazione e dai suoi soci. Ho perciò offerto alla Procura gli elementi che provano come ogni mio atto funzionale alla salvezza del Salone sia stato compiuto in modo trasparente e legittimo, attenendomi sempre a due criteri: rispetto delle prerogative della Fondazione e dei suoi amministratori; rispetto delle leggi vigenti aderendo in ogni passaggio alle indicazioni dei consulenti legali”.

Nel mirino degli inquirenti è il passaggio relativo alla “Predisposizione del bando per il triennio 2016-2018”: si parla di ipotesi di “collusioni o altri mezzi fraudolenti (che) turbavano la Gara per la concessione dell’organizzazione del Salone Internazionale del Libro di Torino per l’anno 2016” al fine di assegnare la gestione a Gl Events, “in particolare stipulando in data 30.3.2015 il contratto triennale di locazione delle strutture espositive del Lingotto Fiere per gli anni 2016-2017-2018 al canone di locazione annuo di euro 1,160.000 e concordando l’inserimento nel successivo bando di gara di una serie di ulteriori clausole” che rendevano de facto impraticabile la partecipazione al bando per qualsiasi altra società esterna.

Poco chiaro è anche il capitolo “Bando per nuovi soci e sponsor”: secondo il documento di conclusione delle indagini, Michele Coppola, l’ex assessore coinvolto nella sua attuale funzione di dirigente di Intesa Sanpaolo, Fassino, e gli avvocati della predisposizione delle procedure, Claudio Piacentini e Andrea Lanciani “con collusioni o altri mezzi fraudolenti turbavano la procedura per l’individuazione del socio fondatore/sponsor della Fondazione per il libro, la musica e la cultura indetto con avviso pubblico di ricerca di mercato per la scelta di operatori economici che intendessero assumere la qualifica di Socio Fondatore della Fondazione in data 15.3.2016 e la procedura indetta con avviso pubblico di ricerca di mercato per la scelta di operatori economici che intendessero diventare sponsor finanziari dell’edizione 2016 del Salone del Libro in data 23.3.2016”. In particolare, “dopo avere Piero Rodolfo Fassino, Sindaco di Torino, avviato trattative private volte a determinare l’ingresso di Intesa San Paolo quale socio della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, sfociate in una bozza di convenzione in cui venivano fissate le condizioni economiche, di visione strategica e di governance e veniva riconosciuto ad Intesa San paolo una posizione di sponsor esclusivo della fondazione, essendosi reso necessario per garantire tale posizione il ricorso ad una gara ad evidenza pubblica, Fassino, Milella alla presenza di Coppola davano incarico agli Avv. Lanciani e Piacentini di predisporre due bandi di gara (avviso pubblico di ricerca di mercato per la scelta di operatori economici che intendessero assumere la qualifica di Socio Fondatore della Fondazione in data 15.3.2016 e avviso pubblico di ricerca di mercato per la scelta di operatori economici che intendessero diventare Sponsor finanziari dell’edizione 2016 del Salone del Libro in data 23.3.2016) che, di fatto, recepivano gli accordi già avvenuti tra Intesa San Paolo e Fondazione ed escludevano altri soggetti potenzialmente interessati”.

Chiude l’elenco delle fattispecie di reato la sezione “Falsi bilanci 2010-2015” che pone numerosi interrogativi  sulla gestione economico-finanziaria del Salone del Libro, soprattutto per la parte relativa il valore del marchio e i “trucchi” per mettere così in ordine i conti del Salone. L’ex patron Rolando Picchioni, i revisori dei conti e il titolare della società di advisor che stima nel 2009 in 1 milione e 800 mila euro il valore del marchio sono indagati dato che, secondo la Procura, la cifra è fallace e lo testimoniano le perizie successive del 2015 (studio Jacobacci, tra 108 e 215 mila euro) e del 2018 (liquidatore Gili, sui 350 mila euro).