BlackRock, ecco i consigli (politici) di Fink

startmag.it 22.3.19

Perché dovrebbe interessarci la lettera annuale che il ceo di BlackRock ha inviato quest’anno ad azionisti e investitori? L’intervento di Valerio Di Pasquale, consulente aziendale

Perché dovrebbe interessarci la lettera annuale che il ceo di BlackRock ha inviato quest’anno ad azionisti e investitori?

La risposta è di per sé una lezione sulla leadership e al tempo stesso sul contesto sociale, economico e politico che contraddistingue un presente vissuto sempre più come anticipazione del futuro.

Laurence Douglas Fink, l’uomo che ha “inventato” e che ha reso BlackRock la più grande società di investimenti al Mondo con i suoi 6 mila miliardi di dollari gestiti, ogni anno condivide la sua visione sul futuro attraverso una lettera che rappresenta un aggiornamento della mission aziendale e delle linee guida sui criteri selettivi cui aderire se si vuole restare nelle grazie della più grande società di investimenti al Mondo.

La lettera di quest’anno mette in luce le debolezze dei sistemi politici, soprattutto occidentali, rispetto alle spinte cosiddette populiste, richiamando le multinazionali, ma più in generale le grandi imprese, a “scendere in campo sostituendosi alla politica”, in particolare sui temi del welfare, della tutela ambientale e più in generale nella responsabilità politica, prima ancora che sociale, delle imprese.

In altri tempi, tale avvenimento, avrebbe animato un dibattito sul primato della politica sull’economia, oggi – in tempi in cui il dibattito si comprime sul brevissimo termine – spesso qualche ora, sta passando sotto silenzio una chiamata alle armi che rischia di segnare un nuovo spartiacque nello scenario politico globale sempre più vicino a una post-democrazia.

Occorre ricordare infatti che BlackRock non solo è il più importante attore economico del pianeta, ma è anche un gigante tecnologico al cui cospetto l’intera economia di internet rischia di impallidire.

In pochi conoscono il software di analisi dei dati attraverso cui BlackRock orienta le proprie operazioni, ma ancora meno si conosce di quanto sia il denaro effettivamente gestito attraverso questa piattaforma di analisi.

Aladdin, questo il nome del software, movimenterebbe qualcosa come 20 mila miliardi di dollari oltre quelli di BlackRock, pari, si stima, al 10% del denaro in circolazione nel Mondo.

Fa specie che, mentre si parla dei rischi connessi all’impiego di tecnologia cinese nel settore delle tecnologie per le telecomunicazioni, nessuno si accorga che il più grande gigante tecnologico sia nato nella finanza globale e che, alla luce del sole, decida di esercitare tutta la sua influenza per contrastare il declino di una politica sempre più oclocratica.

La grande lezione sulla leadership è racchiusa in come Larry Fink si rivolga esclusivamente ai nuovi corpi intermedi, le grandi e grandissime aziende per disegnare il mondo che verrà, senza passare per in consenso di massa, o la misura del voto, in uno scenario in cui i governi legittimi si troveranno non solo a gestire questioni residuali rispetto alla finanza globale, ma soprattutto a rappresentare dei corpi sociali che resteranno esclusi dal nuovo mondo governato e popolato da nuove élite.