Credit Suisse taglia le gambe a Intesa e Unicredit

Francesca Gerosa milanofinanza.it 22.3.19

Con lo spread Btp/Bund che allarga a quota 249 punti base e Piazza Affari che cade dell’1,16% a 21.125 punti, in linea con gli altri mercati europei, prendono la via al ribasso le banche italiane, complice anche un report severo di Credit Suisse che ha iniziato la copertura di Intesa Sanpaolo (-2,46% a 2,16 euro) con un rating underperform e un target price a 1,8 euro, il 16% circa in meno rispetto al prezzo attuale, e di Unicredit (-2,99% a 11,564 euro) con un rating neutral e un target price a 13,3 euro.

Credit Suisse è cauta sul net interest income, la qualità del credito e i dividendi delle banche italiane. Dato l’attuale contesto macro-economico, politico e normativo “riteniamo che il mercato stia sottovalutando le sfide a livello di net interest income delle banche italiane: il consenso al momento sconta un tasso medio annuo di crescita del net interest income del 2% nel periodo 2019-2021, Credit Suisse solo dello 0-1%”, spiegano gli analisti della banca d’affari svizzera.

Al contempo, il mercato è più compiacente sia sulla qualità del credito, con Credit Suisse che ha stime del 9-10% sopra quelle del consenso per quanto riguarda gli accantonamenti per perdite su crediti, sia sul capitale. “La nostra cauta posizione sulla qualità del credito deriva dall’entità della riduzione delle esposizioni non performanti (npe, ndr) che è in sospeso per il settore, dal peso degli unlikely to pay, il 45% del totale, e dai livelli di copertura al 53% che si confrontano con il 75% implicito della regolamentazione/cessioni”, precisano gli esperti.

In più gli esperti di Credit Suisse sono convinti che l’anticipazione degli accantonamenti possa un impatto significativo sui livelli di capitale: di 70-170 punti base nello scenario peggiore e, quindi, mettere in discussione la sostenibilità e la logica della politica dei dividendi di Intesa Sanpaolo (80% di pay-out nel 2019).

E per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, “sebbene ci piaccia il modello di business e ci aspettiamo che la banca mantenga rendimenti superiori con un RoTBV (Return on Tangible Book Value) nel periodo 2019-2020 del 9-10% rispetto all’8% di Unicredit, supportato dalle attività di asset management e insurance, le nostre stime a livello di utile sono del 7-8% sotto quelle il consenso e vediamo rischi per le aspettative sui dividendi tanto che la nostra stima di dividendo 2019 è inferiore del 13% rispetto a quella del consenso”, sottolineano gli analisti di Credit Suisse.

Gli stessi osservano che i livelli di Cet1 del 12,5-12,8% nel 2019-2021 non tengono conto dell’impatto delle linee guida dell’Eba (45 punti base) e di Basilea IV (80 punti base). Per cui con il titolo Intesa Sanpaolo scambiato a 1 volta il multiplo prezzo/book value tangibile e a 11,4 volte il multiplo prezzo/utile 2019, rispetto al settore bancario europeo che tratta a 0,88 e 9,3 volte, rispettivamente, “pensiamo che il mercato non stia scontando pienamente i rischi”.

Invece, per quanto riguarda Unicredit, gli analisti di Credit Suisse riconoscono la trasformazione del gruppo dal 2017, vedono i livelli di RoTBV all’8% per il periodo 2019-2021, ma a 0,5 volte il multiplo prezzo/book value tangibile e a 7 volte il multiplo prezzo/utile 2019 ritengono che il mercato rifletta in maniera adeguata i rischi legati sia agli utili delle banca (il broker ha stime del 6-9% al di sotto di quelle del consenso per il periodo 2019-2021) sia al capitale (Credit Suisse stima un Cet1 al 12-12,5% non tenendo conto delle linee guida dell’Eba, 90bps, e di Basilea IV, 90bps).

Fondamentalmente, concludono gli analisti della banca d’affari svizzera, “preferiamo le banche spagnole alla luce delle migliori prospettive economiche e politiche, dei bilanci più puliti con esposizioni non performanti al 5,9% contro l’11,3% e una copertura pari al 51,5% contro il 53,4%, di un outlook a livello di RoTBV relativamente più favorevole e di una posizione a livello di capitale simile, con un Cet1 del 12% circa, ma con una migliore generazione di capitale: 10-20 punti base per le banche italiane contro i 50 punti base di quelle spagnole, anche se i dividendi sono più bassi”, concludono a Credit Suisse.