Auticon: apre in Italia, unica al mondo a impiegare solo autistici

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Auticon, fornitore internazionale di servizi It, apre la prima sede in Italia. Si tratta di una società forprofit con finalità sociale che offre consulenza nel settore informatico ad aziende medio-grandi e multinazionali e che assume come consulenti esclusivamente persone nello spettro dell’autismo. 

È noto da tempo, informa una nota, che alcune persone autistiche presentano capacità cognitive particolarmente sviluppate e uniche che le rendono “speciali” quando si tratta di affrontare problemi complessi, soprattutto negli ambiti tecnologici e scientifici. Allo stesso tempo, le loro diverse percezioni sensoriali e le scarse capacità relazionali spesso gli impediscono di trovare un impiego adeguato alle proprie competenze o di trovarlo del tutto. 

Auticon intende assumere queste persone (dopo adeguate valutazioni degli skill cognitivi e un periodo di preparazione ad affrontare l’ambiente lavorativo in termini relazionali), offrendo loro opportunità di sviluppo professionale in un contesto adeguato alla loro condizione. Al contempo, la società permette ai propri clienti di entrare in contatto con questi talenti. Auticon si avvale della figura del job coach, psicologi clinici ed educatori specializzati in autismo, che seguono costantemente il percorso professionale dei consulenti e mediano con il cliente la predisposizione di un ambiente adatto e favorevole. 

Attenzione ai dettagli, approccio sistematico al lavoro, ragionamento logico, riconoscimento dei pattern, individuazione degli errori e concentrazione costante sono solo alcune delle caratteristiche innate delle persone autistiche. Il loro apporto in attività quali data mining e business intelligence, testing, qualità e ottimizzazione dei software, cybersecurity nonché validazione dei processi e compliance, può davvero fare la differenza. A dimostrarlo sono i numeri stessi di Auticon, che in pochi anni ha aperto filiali in 7 Paesi (Germania, Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Italia) per un totale di 14 uffici e oltre 200 dipendenti. 

Tra i propri clienti, la società vanta multinazionali come Air Liquide, gruppi bancari e assicurativi quali Unicredit e Allianz, lo studio legale internazionale Linklaters e molti altri. I finanziatori includono nomi del calibro di Richard Branson, imprenditore visionario, fondatore del Virgin Group e tra gli azionisti di Auticon Uk o, ancora, la famiglia Porsche, presente nell’assetto societario di Auticon Germania. 

“L’autismo non è un errore di sistema, è un diverso sistema operativo”, si legge sul sito di Auticon. E la possibilità per un team di lavoro di avere a disposizione un approccio diverso per risolvere complessi problemi informatici e tecnologici può veramente fare la differenza. 

I vantaggi dell’inclusione della neurodiversità in azienda non si manifestano solamente in termini economici (ad esempio maggiore rapidità e attenzione nell’esecuzione di compiti ripetitivi, miglioramento di processi e procedure), ma anche nell’effetto che l’interazione di persone con diverse disposizioni neurobiologiche ha sulla cultura del lavoro. Con Auticon la comunicazione diventa più chiara ed efficiente, anche tra persone non autistiche. Inoltre, lo spirito di squadra acquista nuovo slancio e i dipendenti sono orgogliosi di lavorare in un’azienda aperta e innovativa, che apre nuove strade senza considerare la diversità solo come una “bella intenzione” quanto più un arricchimento nel lavoro e nella vita. 

«Lavorare con persone autistiche è prima di tutto una decisione imprenditoriale che ci rende migliori come persone. Accogliere la neurodiversità rende ogni team più forte e aiuta le aziende a prepararsi alle prossime sfide della digitalizzazione. Non solo, promuove l’innovazione, migliora la comunicazione e crea spirito di squadra attraverso l’inclusione e la tolleranza» sostiene Alberto Balestrazzi, Ceo di Auticon Italia, che sottolinea come “affinché possano sfruttare al meglio il proprio potenziale, le persone autistiche devono essere messe nelle condizioni di operare in un luogo adeguato alle loro esigenze sensoriali e relazionali (in cui ad esempio non è richiesto di socializzare a tutti i costi e in cui ci si possa anche isolare se necessario). Ma basta davvero poco per rendere l’ambiente di lavoro in linea con i nostri requisiti”. 

Il manager spiega che “sono i nostri job coach e project manager, appositamente formati e in contatto permanente con i clienti e con i consulenti sia prima sia durante l’intero progetto di consulenza, a dare le indicazioni corrette e studiate su misura”. 

com/fch 

francesca.chiarano@mfdowjones.it 

 

(END) Dow Jones Newswires

April 02, 2019 06:57 ET (10:57 GMT)