Governo del cambiamento, vittima delle banche: non dimenticheremo le sue mancate promesse!

Giovanni Coviello vicenzapiu.com 3.4.19

Governo del cambiamento, vittime delle banche manifestano a Montebelluna

Governo del cambiamento, vittime delle banche manifestano a Montebelluna

Egregio direttore, come faremo a sopravvivere a questo governo del cambiamento? Abbiamo una maggioranza che sembra essere all’opposizione e critica i suoi ministri come se non fossero i suoi. Un Presidente della Repubblica che non ha mai pronunciato una parola, neanche di finto conforto, a favore dei truffati dalle banche, d’altronde ha firmato lui i decreti che hanno permesso di regalarle azzerando i nostri risparmi.

Ma noi non abbiamo reagito male, anzi continuiamo a sopportare questa agonia di continue finte promesse, proclami e ultimatum del governo del cambiamento che non portano mai ad alcuna soluzione del nostro problema. Sì! Sta diventando solo un nostro problema perché ormai tutti prendono le distanze dai noi truffati come se avessimo un virus. Anche l’opposizione, che potrebbe cavalcare la situazione per screditare il governo, se ne guarda bene dal farlo. Ops! Mi ero scordato che i decreti che firmava a suo tempo Mattarella li scrivevano loro.

Mi chiedo se esistono dei politici veri, quelli che ci credono, quelli che hanno a cuore i loro cittadini, quelli che non si sono dimenticati dei territori da dove sono partiti per arrivare a Roma.

Oltre 300.000 famiglie sono state colpite da questo disastro economico e solo qualche flebile voce timidamente è uscita dal coro silenzioso. Cari politici dovreste vergognarvi quando tornate nei vostri paesi, dai vostri cittadini, da quelle persone oneste che hanno creduto di mandare a Roma qualcuno che li rappresentasse e che li potesse difendere. E invece ci avete abbandonato, avete perso la memoria ma noi no.

Noi truffati ogni domenica ci troviamo in piazza per farvi sapere che noi non ci siamo scordati di voi e non ve la caverete con poco, con qualche promessa da bar. Chi ha coraggio venga a trovarci, i truffati non devono avere vergogna. Uniti possiamo farcela.

Non abbiamo bandiere, non abbiamo striscioni, abbiamo solo un cartellino con il nostro nome e numero socio. Se altri seguiranno il nostro esempio su altre piazze, saremo un supporto trasversale per tutte le associazioni che lottano per noi.

Mentre stavo scrivendo questa lettera mi è arrivata la notizia che il Consiglio regionale veneto ha stoppato una mozione, proposta da Berlato, che chiedeva di tutelare le migliaia di persone vittime di un imbroglio. I consiglieri veneti non si sono smentiti abbandonando ancora una volta i loro cittadini. Complimenti!!!

Cari colleghi truffati meditate ma non troppo…