Banca Popolare del Lazio: governance e conflitti d’interesse

8.3.19

letiziagiorgianni.it

E così mentre voi affidate con fiducia alla vostra banca i frutti di una vita di sacrifici, loro sanno bene come utilizzare quei denari…. nel loro esclusivo interesse ovviamente.
Guardate cosa si nasconde dietro l’ordinaria amministrazione di una Banca.
Questa è la Banca Popolare del Lazio.

Sappiamo bene che ciò che ha determinato il fallimento delle quattro banche, oltre che delle Venete è stato il perseguimento di interessi personali ed i numerosi conflitti di interesse che riguardavano membri del cda di questi istituti. Questo malcostume però sembra essere abbastanza diffuso anche altrove. A quanto pare, anche nella Banca Popolare del Lazio.

Andando a cercare qualche informazione in rete, (fonte preziosissima per piccole indagini) scopriamo che durante la primavera scorsa a Velletri sia circolata a lungo una lettera anonima firmata “Gruppo Soci Coraggiosi” che rivelava dettagli a dir poco interessanti sulla gestione della Banca Popolare del Lazio. Nella lettera (che abbiamo reperito anche noi) questi “soci”, che evidentemente hanno preferito non rendere nota la loro identità, accusavano i dirigenti dell’istituto di malagestio: aumento dei costi di amministrazione e “siluramento di amministratori e dipendenti non asserviti”.

Leggendo la lettera possiamo vedere che si cerca soprattutto di porre l’attenzione su presunti conflitti di interesse che riguardavano il presidente della Banca e alcuni consiglieri nelle delibere di affidamento di finanziamenti concessi a propri clienti e o amici. Una storia già sentita, potremo pensare; torniamo infatti a quelle detestabili pratiche bancarie relative ad affidamenti facili che consentono a società con poche credenziali creditizie e garanzie quasi nulle di ricevere prestiti di tutto rispetto mentre per i piccoli imprenditori il più delle volte l’accesso al credito bancario risulta praticamente impossibile.

Grazie al quotidiano indipendente di informazione“L’Osservatore d’Italia”scopriamo anche che nei primi mesi del 2018 un nutrito gruppo di Ispettori di Banca d’Italia si sarebbe trasferito nella filiale di Velletri della BancaPopolare del Lazio, stilando, alla fine dell’ispezione, un verbale che bacchetterebbe pesantemente la Governace ed il Collegio sindacale dell’istituto di credito. In particolare si farebbe riferimento ad un affidamento per oltre un milione e seicentomila euro ad una società che operava al di fuori del territorio naturale della BancaPopolare del Lazio, priva di beni immobili e di quel minimo di garanzie che al contrario vengono rigorosamente richieste a tutti i piccoli risparmiatori. Il finanziamento avviene nel 2012 e la società in questione era la Protercave Spa, con sede a Perugia, amministrata da Gabriele Chiocci.

Da quello che siamo riusciti a sapere questa società, non appena aperti i conti alla Banca Popolare del Lazio, chiede subito un affidamento per ben 1.600.000 euro. Dopo una breve ricerca su google scopriamo che tale Gabriele Chiocci, nel 2012 rivestiva anche la carica di Consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Spoleto, ben presto commissariata dalla Banca D’Italia. L’anno prima infatti, (indovinate un pò!) la sua società (Protercave Spa) aveva già ottenuto dalla Banca Popolare di Spoleto la concessione di un mutuo ipotecario fondiario di complessivi tre milioni e cinquecentomila euro per la durata di 15 anni, oltre ad aver rinnovato gli affidamenti in essere fino alla data del 31 luglio 2012 per un totale di 1.105.000,00 euro. Troverete i dettagli di questa operazione in un articolo su Trend online del 12 luglio 2011, in cui si pubblica un comunicato in cui la Banca Popolare di Spoleto aveva deciso di fornire al mercato un quadro informativo relativo alle operazioni di finanziamento concesse a favore delle società “Protercave SpA ” e “Trasimeno Bitumi” parti correlate dell’istituto di credito. Il comunicato si conclude dicendo che la BancaPopolare di Spoleto SpA aveva inoltre rinnovato fidi per complessivi euro 95.072 sulla posizione personale del sig. Chiocci Gabriele, che da consigliere della Banca era anche beneficiario, tramite la sua società, oltre che in qualità di privato, di prestiti considerevoli.

Continuando la ricerca in rete su Chiocci ,risaliamo ad un articolo di Umbria 24 che riporta la notizia dei finanziamenti facili nella BancaPopolare di Spoleto. L’articolo parla di un’inchiesta aperta e (guardacaso) subito chiusa con 23 scagionati dalle accuse, tra i quali… ovviamente il nostro Chiocci. Finanziamenti facili in Bps, 23 scagionati dalle accuse: «C’erano garanzie adeguate»leggiamo nell’articolo, e pensiamo che queste garanzie fossero state talmente adeguate che infatti poco dopo la Banca Popolare di Spoleto era andata a gambe all’aria.

E sempre in quel mese di giugno del 2012, Fabrizio Lucidi, figlio di Massimo Lucidi all’epoca direttore generale ed oggi amministratore delegato di BancaPopolare del Lazio che aveva presentato Protercave Spa, viene assunto quale direttore della filiale proprio della Banca Popolare di Spoleto e non di una filiale qualunque, bensì della filiale di Roma Prati, zona che tra l’altro evitava al giovane residente a Roma di subire sfiancanti spostamenti per raggiungere il posto di lavoro.

Un articolo solo non basterebbe per raccontare tutti i retroscena accaduti dentro questa banca, già ispezionata da Banca d’Italia, che come al solito aveva fatto un report baccettando il cda, ma evidentemente le “scorribande” all’interno dell’istituto, come vedrete, erano continuate come se nulla fosse. Tutto ciò a discapito dei clienti e degli ignari investitori.

A breve pubblicheremo una nuova puntata dell’inchiesta.