Consoli, Trinca, Faggiani e Bertolo: ridotti a 4 gli indagati per crac Veneto Banca. Avv. Costabile: valuterò

Rassegna Stampa Vicenzapiu.com 9.4.19

youtu.be/MjUVti-04UA

Il pubblico ministero Massimo De Bortoli(riprendiamo l’articolo de la Tribuna di Treviso online) oggi, martedì 9 aprile, ha chiuso le indagini relative al crac Veneto Banca: gli indagati per i quali il pm si appresta a chiedere il rinvio a giudizio sono quattro: Vincenzo Consoli, in qualità di ex amministratore delegato di Veneto Banca, Flavio Trinca, ex presidente del consiglio di amministrazione, Mosè Faggiani, condirettore generale e Stefano Bertolo, responsabile dell’amministrazione centrale

In particolare Consoli Trinca sono accusati di ostacolo all’esercizio delle funzioni dell’autorità pubbliche di vigilanza e di aggiotaggio, Consoli, Fagiani e Bertolo sono accusati di falso in prospetto: 

Secondo quanto rilevato dal pm De Bortoli “allo scopo di conseguire per sé o per altri ingiusto profitto (consistito nella vendita di azioni a condizioni inique) nel prospetto informativo  relativo all’offerta pubblica di azioni relativa a un aumento di capitale della predetta società  effettuata nel periodo 26 giugno 2014 e 28 luglio 2014 con l’intenzione di ingannare i destinatari del prospetto occultavano dati e notizie  circa l’effettiva situazione patrimoniale e finanziaria della società in modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari delle informazioni (che venivano indotti a investire in titoli azionari che avevano un valore di molto inferiore a quello prospettato e che in breve tempo si sarebbe completamente annullato)”

A stretto giro la nota di Ermenegildo Costabile, avvocato di Vincenzo Consoli: “Apprendo dalla stampa la notizia del deposito dell’avviso di chiusura delle indagini e dell’imminente notifica agli indagati. Ne valuterò il contenuto quando mi arriverà la pec. Preciso sin d’ora che si tratta di una comunicazione che ha l’esclusiva funzione di informare l’indagato del fatto per cui si procede, della sua facoltà di prendere visione degli elementi raccolti e di svolgere la propria difesa.

In altre parole, la notifica avvia un dialogo riservato tra il Pubblico Ministero e l’indagato. Solo dopo aver tutelato i diritti dell’indagato, il Pubblico Ministero dovrà valutare se esercitare l’azione penale. Quando avrò letto i documenti deciderò insieme al mio assistito se chiarire l’insussistenza delle ipotesi di accusa già prima che il Pubblico Ministero assuma la decisione sull’esercizio dell’azione penale o se attendere la sede processuale.