IWBank non ha ostacolato la vigilanza. L’assoluzione è con formula piena

  citywire.it 10.4.19

IWBank non ha ostacolato la vigilanza. L'assoluzione è con formula piena

IWBank (gruppo Ubi Banca) non ha ostacolato l’autorità di vigilanza (Banca d’Italia). 

Secondo quanto risulta a Citywire Italia, la società oggi è stata assolta dall’illecito amministrativo con formula piena perché il fatto non sussiste.

Assolti, sempre perché il fatto non sussiste, Alessandro Prampolini, ex amministratore delegato e direttore generale, Mario Cera e Giorgio Frigeri, ex presidenti e consiglieri, Gian Cesare Toffetti, ex consigliere ed ex vicepresidente, gli ex consiglieri Pietro Alberico Mazzola, Ettore Giuseppe Medda, Pierangelo Rigamonti, Renato Tassetti, Mario Noera, Rodolfo Luzzana, l’ex presidente del collegio sindacale Cosmo Nardella e gli ex sindaci Pecuvio Rondini e Giorgio Dall’Olio.

A fine marzo il pm di Milano, Elio Ramondini, aveva chiesto la condanna a un anno e 2 mesi per ciascuno dei 14 indagati nel procedimento IWBank, imputati per ostacolo all’autorità di vigilanza, e una sanzione amministrativa di 600.000 euro per la stessa banca, imputata per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti (qui il link alla notizia).

La richiesta era arrivata al termine della requisitoria nel processo con rito abbreviato che si è celebrato davanti il gup del tribunale di Milano, Cristina Mannocci.

Il pm Ramondini aveva indicato che, attraverso il reato di ostacolo all’attività dell’autorità di vigilanza, gli imputati avrebbero fatto in 
modo che la Banca d’Italia non si rendesse conto che l’istituto non aveva alcun presidio antiriciclaggio e che mancava l’anagrafica di 104.000 clienti.

Stando alla ricostruzione dei magistrati, in un periodo tra il 2008 e il 
2014, IWBank sarebbe stata “una banca fuori controllo”, con 104.000 posizioni di clienti prive di adeguate verifiche, come era stato rilevato dal capo del team ispettivo della Banca d’Italia, che aveva realizzato una ispezione presso la controllante Ubi Banca nei primi sei mesi del 2011.

In particolare, gli imputati, secondo l’accusa, “omettevano di evidenziare alla Banca d’Italia le irregolarità in tema di adeguata verifica e registrazione nell’Aui (archivio unico informatico) della banca”.

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