Presadiretta, Malati di Farmaci

politicamentescorretto.info 11.4.19

“Gli antibiotici consumati in Italia si consumano per lo più in zootecnia: il 70% del venduto è usato negli allevamenti, in misura tripla rispetto, ad esempio, a quelli francesi e sono usati non per gli animali malati, ma somministrati a tutti gli animali”, raccontava al giornalista, Simone, dell’associazione “Essere animali”.

Si danno antibiotici ai cuccioli più deboli, a quelli che sembrano più spossati, senza nessuna indicazione da parte di veterinari. L’abuso di antibiotici non avviene solo negli allevamenti di maiali, gli antibiotici si somministrano anche alle mucche, ai polli… ed è a causa di questo abuso che abbiamo creato il fenomeno della “antibiotico resistenza”.

Altroconsumo fa ogni mese test su prodotti in vendita, tra questi hanno analizzato anche i petti di pollo, dove hanno riscontrato batteri resistenti agli antibiotici: sono batteri che possono essere trasmessi all’uomo se il cibo non è ben cotto, se c’è contatto con altri materiali della nostra vita quotidiana.

Anche Presadiretta ha fatto una sua analisi sui petti di pollo, a Torino dall’istituto del SSN, che si occupa dell’igiene degli allevamenti. Si è scoperto che in tutti e 40 i campioni analizzati erano presenti campioni di batteri resistenti agli antibiotici. Questo per l’uomo rappresenta un rischio potenziale effettivo, ovvero la possibilità che si sviluppi l’antibiotico resistenza, dove nessun antibiotico in commercio è più in grado di combattere un’infezione batterica. Da notare, poi, come alcuni dei campioni analizzati provenissero da allevamenti bio, dove si dichiarava “niente antibiotici”.

Non si vuole fare nessun allarmismo, ma ci sono regole da seguire, come cuocere la carne bene, lavarsi le mani dopo che si sono toccati questi cibi. Sono 10mila le morti legati all’antibiotico resistenza, persone che si ammalano per un’infezione contratta in un ospedale, che gli antibiotici non sanno più debellare.

Dalla carne all’insalata in busta

Sono stati analizzati diversi campioni da un biologo della Bicocca. Anche qui sono stati trovati batteri resistenti agli antibiotici, come gli enterococchi, l’escherichia coli: come per la carne, c’è il rischio potenziale di trasferire la stessa resistenza ai batteri presenti nel nostro intestino.

Il lago Maggiore e l’analisi dell’acqua

Nemmeno l’acqua dei laghi è immune al problema, perché anche nel lago Maggiore, secondo uno studio del CNR, si trovano geni di batteri resistenti agli antibiotici. Gli antibiotici si prescrivono spesso quando non servono, come contro l’influenza: è un’epidemia silente – spiega il dottor Rezza, dell’istituto superiore di Sanità, un problema che non è ancora un’emergenza, ma che lo sarà quando non avremo più un antibiotico salva vita. Solo per una infezione batterica serve l’antibiotico: basterebbe l’analisi del sangue o il test del minilaboratorio che è stato testato nel servizio, dal giornalista stesso.

L’impatto dell’antibiotico resistenza sulla nostra società è pari all’HIV, all’epidemia dell’influenza: un pericolo in termini di morti e di costi per il sistema sanitario, spiegano all’ECDC (Centro di prevenzione delle malattie infettive europee) di Stoccolma. Si calcolano in 10mila le morti causate per infezioni che non si possono curare o che sono curate male nei nostri ospedali.

Danilo Procaccianti ha raccontato diverse storie dell’orrore di persone molte in un ospedale, per infezioni che non si è stati in grado di debellare. In Italia si muore ancora per una banale infezione.

Come hanno risolto il problema in Svezia

In Svezia si consumano meno antibiotici che nel resto d’Europa, perché si controllano le prescrizioni di antibiotici fatte dai medici e perché si fanno ogni anno campagne di sensibilizzazione per le persone. I medici fanno l’analisi del sangue prima di prescrivere il farmaco: questa è una battaglia che parte dal 1995, quando nel sud del paese si sviluppò un battere resistente.

Gruppi di esperti vanno a dare supporto ai chirurghi, ai medici di base, ai laboratori. Danno importanza alla prevenzione negli ospedali: sono 190 le morti per infezioni negli ospedali, in Italia sono 10mila (per una popolazione sei volte maggiore).

I medici di base, inoltre, lavorano in laboratori pubblici non in strutture private, così le prescrizioni sono monitorate in modo centrale in strutture dove ci sono infermiere che tranquillizzano i pazienti, danno loro informazioni su come curarsi senza antibiotici. L’obiettivo è curare le persone, non prescrivere farmaci inutili.

Dal 1986 in Svezia non usano mangimi con antibiotici: negli allevamenti c’è una cura che dovremmo imparare, in termini di standard di sicurezza, dentro un allevamento sembrava di entrare in un ospedale. I loro sono allevamenti a regola d’arte per i polli e per i maiali: il benessere dell’animale passa dalle condizioni in cui vive, niente gabbie, niente antibiotici. Da noi il nostro ministero ha un piano contro l’antibiotico resistenza, ma mancano i soldi, così le regioni si muovono da sole, in FVG, in Liguria, in Emilia.

L’abuso di farmaci

Ci sono cefalee che derivano dall’abuso di farmaci: le studiano al “Carlo Besta” di Milano. E ci sono pazienti che pur di non perdere il lavoro, consumano farmaci in modo preventivo, abusandone: un circuito vizioso che provoca l’ansia da cefalea, depressione, dipendenza da farmaci.

Spendiamo 30 miliardi di euro in farmaci, di cui 7,3 miliardi pagati dai cittadini, altri miliardi sono spesi in integratori: noi italiani spendiamo in farmaci quasi 500 euro l’anno. Tra i farmaci maggiormente venduti, quelli per l’ipertensione, gli inibitori della pompa protonica, l’aspirina. Sono medicine prescritte in modo inutile: gli antiacidi devono essere usati solo in determinati casi, non quando si usano antinfiammatori o antibiotici. Altro caso è quello degli spray nasali prescritti o venduti per un banale raffreddore, quando si sa che hanno effetti collaterali sproporzionati rispetto alle malattie da curare. La cardio-aspirina è un’aspirina adatta per le malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, ma non è utile nei soggetti sani come prevenzione.

L’uso corretto dei farmaci ci farebbe risparmiare almeno 3 miliardi di euro: si prescrivono farmaci in modo inefficace, perché c’è un business dietro, come la prescrizione della vitamina D negli anziani.

L’immunologo Silvio Garattini, intervistato da Riccardo Iacona, ha parlato dell’inutilità di molte prescrizioni di farmaci, con una forte sproporzione tra il sud e il nord. Garattini ha anche parlato del problema della legislazione europea, che predilige la cura delle aziende che li producono più che la salute dei pazienti. Spesso si approvano nuovi farmaci che non sono migliori di farmaci esistenti: oggi i medici sono informati dall’industria farmaceutica, la maggioranza della sperimentazione è fatta dall’industria, servirebbero, invece, studi clinici indipendenti.

Siamo di fronte ad un consumismo malsano di medicine: il medico prescrive ma non paga, il paziente non paga (ma da un po’ sta cambiando…) e non decide e lo stato paga ma non decide – è quello che racconta il cardiologo Marco Bobbio. Chi decide i valori-soglia di colesterolo o ipertensione (ma vale anche per altre malattie) che poi portano a dover prendere dei farmaci?Sono specialisti che spesso sono in conflitto di interesse perché prendono soldi dalle aziende stesse.

C’è poi chi gioca sporco, come a Parma, regno del professor Fanelli, estensore della legge sulla terapia del dolore, arrestato dai carabinieri con l’accusa di associazione a delinquere per corruzione. Col suo potere faceva diffondere l’uso di farmaci di aziende farmaceutiche compiacenti, i soldi ricavati venivano poi portati in sue società all’estero. Sperimentazioni mediche fatte su pazienti ignari: “carotaggi” le chiamavano, erano esperimenti fatti anche su bambini che poi non potevano lamentarsi degli effetti collaterali. Ricerche finte che sponsorizzavano i suoi farmaci e attacchi alle ricerche che facevano le pulci al suo lavoro.

La politica deve affrontare la questione del conflitto di interesse tra medici e aziende farmaceutiche e rivedere il prontuario nazionale, i farmaci che sono pagati in parte o in tutto. Il  prontuario nel 2017 è costato 29,8 miliardi di euro: sono soldi spesi bene? Liberare risorse per dare più salute, stanno arrivando nuovi principi che sono veramente innovativi – racconta il prof Li Bassi, nuovo D.G. dell’Aifa.

Riferimenti:

I rapporti ufficiali sull’utilizzo dei farmaci in Italia: http://www.aifa.gov.it/content/rapporti-osmed-luso-dei-farmaci-italia

Gli ultimi dati sull’antibiotico resistenza: https://www.epicentro.iss.it/resistenza_antibiotici/report-ecdc-efsa-antibioticoresistenza-2017

Informazioni utili sull’antibiotico resistenza: http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_2.jsp?lingua=italiano&id=219Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://unoenessuno.blogspot.com/2019/03/presadiretta-malati-di-farmaci.html