Affitti casa su Airbnb? In Lombardia è d’obbligo il numero identificativo

Andrea Pitozzi wired.it 12.4.19

Una sentenza della Corte costituzionale conferma la manovra della Regione sul mercato degli affitti brevi, che prevede il Cir per identificare gli appartamenti messi in locazione online per vacanza su Booking, Airbnb e altri siti

Property mobility decline
Foto: LaPresse


Le novità in materia di affitti brevi in Lombardia prevedono definitivamente l’obbligo di presentare il Codice identificativo di riferimento (Cir) nell’annuncio. Oltre agli affitti gestiti da privati, questa norma si applicherà anche alle società che agiscono da intermediari, come ad esempio la piattaforma Airbnb, i cui host dovranno ora richiedere il Cir in comune prima di proporre sul sito la propria sistemazione.
Già nel gennaio del 2018 Regione Lombardia aveva varato il provvedimento, obbligando tutti i proprietari a farsi rilasciare il codice identificativo al momento di inizio delle attività di affitto per ogni unità. In particolare, l’obbligo si applica per “la pubblicità, la promozione e la commercializzazione dell’offerta delle strutture ricettive” di case e di appartamenti affittati per finalità turistiche a partire dal primo novembre.
In un primo momento, però, Airbnb e altri intermediari come Booking – già sottoposti alla cedolare secca – si erano schierati contro la norma, considerata inutile. Un ricorso era anche stato proposto dal Governo, che considerava la legge come uno sconfinamento della Regione in competenze Statali. Ma con la recente sentenza della Corte costituzionale sono state chiuse le controversie, e ora si impone la piena applicazione della legge regionale.
D’ora in poi, quindi, dopo aver comunicato al comune di competenza l’inizio delle attività di affitto e aver ricevuto il numero di protocollo, i proprietari e gli intermediari devono accreditarsi presso la Provincia tramite il sistema “Turismo5”. Verrà così generato un codice alfanumerico che deve essere inserito in tutti gli annunci e su qualsiasi supporto (compreso il sito di Airbnb).
Chi non si adeguerà potrà incorrere in sanzioni che vanno da 500 a 2.500 euro (che possono raddoppiare in caso di recidiva) per ogni annuncio in cui mancherà il Cir. Il comune si riserva anche il diritto di sospendere l’attivitàdei locatari per un periodo fino a tre mesi.
Nelle intenzioni del Consiglio Regionale, la norma va soprattutto nella direzione di creare un sistema più chiaro e condiviso per le modalità di pubblicazione e gestione delle offerte, oltre a tutelare gli albergatori che si dichiarano molto soddisfatti della sentenza.

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