Il Giappone sta sperimentando la MMT. Parola di Sorosiano

Massimo Bordin micidiale.it 12.4.19

I sorosiani sono tanti, vivono tra noi, “ma si sentono meglio”, come direbbe Frankie Hi-Nrg. Purtroppo vivono anche in Giappone e proprio dal Sol Levante è arrivata in questi giorni una potente rosicata contro la dottrina economica MMT di Warren Mosler.

Un ex consigliere nipponico di George Soros, noto per le sue critiche al governatore della Banca Centrale Haruhiko Kuroda, afferma infatti che la politica di reflazione del Giappone si rifà alla Modern Monetary Theory e che si rivelerà un grosso errore.

I commenti di Takeshi Fujimaki arrivano pochi giorni dopo che il primo ministro Shinzo Abe, il ministro delle finanze Taro Aso e Kuroda hanno negato che il Giappone stia sperimentando la teoria di Mosler. I maggiori responsabili della politica economica di Tokyo avevano infatti respinto sui media l’assunto della MMT secondo il quale i paesi con proprie banche centrali e proprie valute, come Stati Uniti e Giappone, non possono andare in rovina, e non devono preoccuparsi di spendere troppo (a patto di non generare alta inflazione). Ovviamente i leaders nipponici sono preoccupati della comunicazione con l’opinione pubblica, essendo la teoria di Mosler apparentemente controintuitiva, ma ciò che in modo sorprendente traspare in questo intervento dell’opposizione è il pensiero di Soros, preoccupato del dibattito che si sta sviluppando in America sulla MMT.

«La MMT è “ridicola”, è una “economia voodoo”», ha ringhiato Fujimaki con la bava alla bocca. Il signore in questione appartiene all’opposizione di minoranza chiamata «Japan Innovation Party» e che ricorda da noi i declinisti di Oscar Giannino o gli europeisti alla Emma Bonino. In un’intervista, Fujimaki ha aggiunto che la MMT “non è assolutamente diversa” da quello che sta facendo il Giappone e che l’attuale traiettoria politica del paese la porterà ad un collasso finanziario, dimostrando così che la teoria economica di Mosler è sbagliata.

Quello che il sorosiano si dimentica di dire è che Abe sta adottando la mmt dal 2012, cioè da circa 8 anni, e non da ieri mattina.

La Banca del Giappone in tutto questo tempo ha acquistato abbastanza titoli di stato giapponesi per finanziare la maggior parte del deficit del bilancio pubblico da quando Abe è entrato in carica nel dicembre 2012, il che ha contribuito a sostenere la crescita e i redditi della terza economia mondiale, mantenendo una disoccupazione ridicola se paragonata a quella dei paesi occidentali che invece hanno praticato le politiche di austerità per le quali tifa Soros. Il premier Abe ha anche aggiunto che i prezzi delle obbligazioni sono aumentati, mentre gli investitori continuano a comprare lo yen in tempi di crisi, una chiara indicazione di fiducia nella credibilità fiscale del Giappone, mai così lontano dal default economico come ora.

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