L’italia paralizzata dai veti incrociati

FRANCESCO ANFOSSI DA ROMA Caffe.ch 14.3.19

Il duello tra 5 stelle e Lega non fa decollare l’economia
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L’Italia è un Paese in stallo. Lo è a cominciare dalla produzione di beni e servizi (la crescita è stimata allo 0,2%), in cui gli anziani sono sempre di più e le culle sono vuote (nessuno al mondo, a parte i giapponesi, ha una presenza di “over 65” così alta, come dice l’ultimo rapporto Istat) con una fortissima emigrazione di giovani talenti e scarsissima innovazione imprenditoriale. Tutti i principali organismi economici, dalla Commissione europea al Fondo monetario internazionale, si dicono preoccupati per questo “stallo”, che si riflette nell’agone politico, che gira a vuoto tra insulti e leggi poco incisive per la ripresa del Paese. L’opposizione, dopo la vittoria alle primarie del Partito democratico di Nicola Zingaretti, fratello del più celebre Luca, interprete del commissario Montalbano, è avvitata su sé stessa, e in due mesi non ha ancora fatto una proposta politica, a parte la riposizione del diritto di cittadinanza italiana (il cosiddetto “ius soli”) ai minori di origine straniera e la proposta di aumento di stipendio dei parlamentari fatta da un anziano dirigente Luigi Zanda, che ha provocato un coro di fischi persino in seno al Partito democratico.
Paradossalmente il dibattito tra governo e opposizione si è trasferito all’interno della maggioranza, a fasi alterne. Lega Nord e Movimento Cinque Stelle sono ai ferri corti praticamente su tutto e non passa giorno senza che il leader grillino Luigi Di Maio accusi il segretario della Lega Nord e viceversa. Il cantiere della linea ad alta velocità Torino Lione, l’estensione del porto d’armi, le leggi sulla famiglia, persino il decreto sui risparmiatori truffati dalle banche: i due sono discordi su tutto. Se Di Maio per il 25 aprile, giorno della Liberazione dell’Italia dal fascismo, va a manifestare con i partigiani, Matteo Salvini annuncia che andrà in Sicilia “a combattere la mafia”. Se Salvini va al convegno ultraconservatore sulla famiglia di Verona, Di Maio accusa Salvini di allearsi con i “negazionisti dell’Olocausto”. Se Di Maio accusa Salvini di rallentare il decreto che risarcisce i risparmiatori truffati dalle banche, quest’ultimo annuncia che il debito accumulato dal Comune di Roma, il cui sindaco è la grillina Virginia Raggi, “non va più saldato dallo Stato”. 
E probabilmente si andrà avanti così fino al 26 maggio prossimo, data delle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento, in una campagna elettorale permanente, vista come un test più che come un rinnovo delle istituzioni dell’Unione, che va avanti praticamente dalle consultazioni politiche del 5 marzo del 2018. Finora in questo duello all’ultimo sangue il sovranista Salvini ha dimostrato di avere la meglio: la Lega è data al 36 per cento dei sondaggi, primo partito in assoluto, mentre i Cinque Stelle, dopo le recenti elezioni amministrative in Abruzzo e in Sardegna sono in caduta libera. Ma in Italia ogni giorno, dal punto di vista politico, riserva il suo colpo di scena.