Mario Draghi alla conquista di Palazzo Chigi

 Lorenzo Scarpino L intellettuale dissidente.it 17.4.19

draghi

 

Indiscrezioni giornalistiche riportano che Mattarella voglia nominare Draghi senatore a vita. Ci aspetta forse un governo Monti bis? Tra le schermaglie di fans e detrattori, in gioco è la volontà popolare.

Si inizia per scherzo e si finisce per crederci davvero. Si ipotizza una nomina a senatore a vita da parte del Presidente Mattarella e ci si trova a sognare Mario Draghi a Palazzo Chigi. Pensiero stupendo – cantava Patty Pravo – di una certa parte di economisti ed entusiasti dell’Euro, che trova uno sbocco naturale su Il Sole 24 Ore e che racconta la bellezza di un curriculum che per molti altri, invece, risuona come un elenco di terribili superpoteri acquisiti in oscure scuole. Tra i detrattori, infatti, non mancano i più accaniti e fantasiosi: Draghi, nomen omen! La fantasia di alcuni, infatti, può diventare l’incubo di altri, di tutti quelli che temono un ritorno dei tecnocrati al Governo, di chi ancora trema al nome di Mario Monti.

Al di là, quindi, di un tifo che un tempo avremmo definito “da stadio” e che oggi potremmo  meglio  dire “da Twitter”, una cosa è certa: qualunque possa essere il futuro dell’ormai quasi-ex vertice della BCE, è il passato quello che pesa, nel bene o nel male, per l’uomo di Francoforte.

Formatosi al MIT di Boston e passando per la vicepresidenza di Goldman Sachs – una delle più importanti banche d’affari americane – fino al suo incarico attuale, l’ex Governatore di Bankitalia si porta dietro quello che per molti è un gravissimo peccato anti-italiano: durante il Governo Amato, negli anni ‘90, fu proprio Mario Draghi a spingere per le grandi privatizzazioni – l’origine di ogni crisi, per diversi esperti; un piccolo passo verso un grande futuro, per altri economisti – portando a casa il primo grande risultato in quella direzione e rimanendone tuttora un pragmatico teorico. L’uomo che ha svenduto l’Italia, per i suoi detrattori; un dio della finanza per i suoi ammiratori. Sembra, tuttavia, che la chiave di lettura più razionale sia una: quest’ansia di auspicare l’ingresso di Mario Draghi a Palazzo Chigi è soltanto, per ora, un attacco alla volontà popolare. Sì perché, nonostante alcuni sondaggi vedano premiato l’attuale vertice della BCE,  c’è un piccolo particolare che a Il Sole 24 Ore sembrano trascurare quando se lo immaginano a capo di un governo di transizione già in autunno: gli italiani ce l’hanno già un governo e non esistono motivi, ad oggi, per immaginare la sua fine dopo l’estate.

Dunque due sono le alternative: la prima intriga chi è posseduto da uno spirito complottista; la seconda convince maggiormente l’uomo razionale ed intellettualmente onesto: o qualcuno – ma chi? – ha già deciso che il Governo dovrà cadere a breve, oppure la solita élite di certa intellighenzia mostra, ancora una volta,  tutto il suo disprezzo verso un popolo la cui volontà non riesce proprio ad accettare.

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